Gare truccate e facili guadagni, gli interessi di Cosa nostra sull'Ippodromo di Palermo, 9 arresti

di Ambra Drago
Allenatori, driver, future promesse sportive sono queste le figure coinvolte nell'operazione condotta dal reparto Operativo del comando provinciale dei carabinieri di Palermo, guidati da Mauro Carrozzo e che ha portato all'arresto di nove persone.


Al centro dell'operazione il sistema affaristico mafioso all'interno dell'Ippodromo di Palermo, attualmente chiuso e destinatario di un' interdittiva antimafia da parte del prefetto di Palermo, Antonella De Miro.

Stanotte è scattato un blitz contro 9 persone, accanto a due mafiosi ci sono 7 insospettabili ritenuti complici dei clan di San Lorenzo e Resuttana: sono driver, allenatori, gestori di scuderie. Fra i nomi ipiù noti, Giuseppe Greco e Domenico Zanca. Nel gruppo anche una giovane promessa dell'ippica siciliana, Gloria Zuccaro, che è andata ai domiciliari. L’indagine dei carabinieri del nucleo Investigativo diretto dal maggiore Dario Ferrara, coordinata dai sostituti della Dda Roberto Tartaglia, Amelia Luise e Annamaria Picozzi, dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca.

Secondo gli investigatori la mafia da tempo non solo realizzava dei summit all'interno della struttura di viale del Fante ma truccava le gare pur di ottenere denaro e quindi facili introiti, il tutto sarebbe stato documentato attraverso l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche.

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