Scommesse online illegali sull'asse Palermo- Malta. Questore: "Cosa nostra continua a essere interessata. Giro d'affari da 14milioni al mese"

di Ambra Drago
C
'è un legame tra la Sicilia e Malta e riguarderebbe le scommesse illegali online. E' quanto è emerso dall'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo che ha portato all'esecuzione di dodici misure cautelari
(cinque custodia cautelare in carcere, altrettanti con divieto di dimora e due ai domiciliari). Gli indagati sono chiamati a rispondere a vario titolo dei reati di associazione per delinquere semplice, illecite scommesse online ed intestazione fittizia di beni. A cinque indagati viene contestato l'art. 416 bis primo comma del codice penale, per aver commesso il fatto avvalendosi della forza di intimidazione di Cosa nostra. In particolare in carcere sono stati condotti Rosario Calascibetta, di 47 anni, Giacomo Dolce, di Castelvetrano, 45 anni, Salvatore Cinà, 50 anni, Antonino Fanara, 36 anni, Guglielmo Ficarra, 62 anni. Ai domiciliari Sergio Moltisanti, 50 anni,, Angelo Repoli 45 anni. Per altri cinque palermitani è scattato il divieto di dimora: G.C. 62 anni, V.L., 33 anni, nato e residente a Palermo; D.L.B., 42 anni, nato e residente a Palermo; L.M., 40 anni, D.D.B. residente a Palermo."La mafia continua a interessarsi del mondo delle scommesse online- sottolinea il questore di Palermo, Leopoldo Laricchia. Un giro d'affari quello emerso in queste indagini valutabile in 14 milioni di euro al mese. Ben il 15 per cento era guadagnato dagli organizzatori.Un bussiness che si connette a due palermitani ritenuti appartenenti alla famiglia mafiosa della Noce, come Guglielmo Ficarra e da una parte, Antonino Fanara, boss di Passo di Rigano, il clan degli Inzerillo di recente condannato a 11 anni e 4 mesi. Mentre i tre imprenditori coinvolti nell'operazione denominata Game Over II" condotta dalla squadra Mobile, guidata da Rodolfo Ruperti sono: Salvatore Cinà, Giacomo Dolce e Rosario Calascibetta. Questi imprenditori sarebbero andati spesso a Malta per acquistare le fantomatiche "Skin"ha raccontato il Capo della Mobile, in modo da permettere il gioco sui siti online sul territorio italiano attraverso agenzie ben dislocate sul territorio e che avrebbero operato sotto l'occhio attento di Cosa nostra.
Il pagamento delle scommesse non sarebbe quindi avvenuto attraverso una transazione diretta tra giocatori e bookmaker estero, ma in contanti dati al gestore delle agenzie sul territorio. A questo punto il punto commerciale "affiliato" all'associazione criminale, trasferirebbe le somme
( compensando le perdite con le vincite) alla direzione amministrativa della piattaforma estere riconducibile a Malta. Queste agenzie rappresenterebbero una interfaccia della "casa madre"v e guadagnerebbero una provvigione, riconosciuta dal Bookmaker, in base alle giocate raccolte. Un bussiness che Cosa nostra tenta comunque di controllare come emerso nella altre indagini dell'operazione "New Connection" che colpì il clan Inzerillo. La diffusione dei grandi marchi alle agenzie sul territorio porta successivamente al controllo del rientro del denaro all'estero.Una parte degli introiti illecitamente guadagnati alcuni presunti sodali l'avrebbero investiti in un'azienda agricola agrigentina, che è stata sottoposta a sequestro preventivo. Lo stesso provvedimento ha riguardato le apparecchiature informatiche e i beni mobili di due agenzie del palermitano. Mentre per quanto riguarda il volume di affari raccolto dalle agenzie per gli eventi sportivi scommessi sulla rete si aggirerebbe intorno ai due milioni di euro per ogni sito utilizzato.












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