A trentaquattro anni dall' uccisione di Libero Grassi, l'imprenditore del settore tessile che si rifiutò di pagare il "pizzo" aprendo un cambiamento sociale e scardinando l' atteggiamento omertoso che aveva contraddistinto la la città per molti anni, Palermo lo ha ricordato sul luogo dell' omicidio. Noi di Siciliaunonews abbiamo chiesto al figlio Davide un ricordo di questo padre che aveva sfidato la mafia:"Mio padre era Libero Grassi di nome e di fatto anche con noi. Io lavoravo in azienda con lui e posso dire che vivere è pericoloso vale per tutti noi se invece vuoi rinunciare è in pericolo la tua coscienza ma forse ti salvi la vita". Abbiamo chiesto se i palermitani hanno colto il coraggio del padre:" Qualcuno è passato dalla nostra parte altri tranquillamente sono rimasti dall' altra parte ". In questa città molto è stato fatto ma ancora il fenomeno delle estorsioni è presente e affligge il territorio." Si è vero ma in questi anni sono nate diverse Associazioni e tra queste Addiopizzo che ha fatto da apri pista. La domanda è sempre la stessa da porsi intimamente:" Vogliamo essere liberi o schiavi?". Alla mattina erano presenti tanti palermitani segno che in fondo qualcosa Libero Grassi e il suo sacrificio ha lasciato nei cuori della gente Comune." È vero conclude Davide Grassi, siamo in tanti ma potevano essere ancora di più e anche qualcuno di meno"
Al termine del disvelamento del manifesto che ricorda il sacrificio dell' imprenditore ai cui piedi viene apposto un cerchio di vernice rossa proprio sul luogo dove è stato ucciso, sono state poste delle piantine segno di vita e rinascita. Presenti alla cerimonia insieme ai figli di Grassi, Davide Alice e al nipote anche il sindaco, le più alte cariche civili e militari della città, i rappresentanti di Addiopizzo, la Presidente di Confcommercio Palermo, il Presidente della Commissione regionale.antimafia e tanti cittadini.
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