Saranno presenti, oltre all’autore poeta, filosofo e docente universitario, don Cosimo Scordato, teologo e autore della prefazione, il professor Antonino Bianco, direttore del dipartimento di psicologia, pedagogia, dell’esercizio fisico e della formazione dell’Università di Palermo, Nicola Macaione, editore di SpazioCultura, il regista Alessandro Garraffa, direttore creativo di A-Kube ADV, agenzia di comunicazione palermitana che ha realizzato un ambizioso progetto di trasposizione audiovisiva del poema. L’opera, infatti, sarà disponibile anche sul canale YouTube Anemos Poesia in settanta video, uno per ciascun canto, ideati e prodotti da A-Kube ADV, offrendo così una nuova esperienza di fruizione che unisce parola e immagine. Nella prefazione firmata da Don Scordato, L’Opera viene presentata come una composizione che “sfida le nostre abitudini letterarie” per la sua ampiezza, la struttura simbolica e l’intonazione liturgica del verso. La rigorosa architettura del testo, settanta canti, ciascuno composto da settantasette versi, non è mero virtuosismo formale, ma risponde a un disegno spirituale: il numero sette, ripetuto e moltiplicato, richiama la pienezza, la creazione, la grazia, mentre il ternario della terzina e delle tre Cantiche rimanda al mistero trinitario. In questo impianto si rivela la cifra di un poema che intreccia la libertà divina e la libertà umana in un dialogo continuo, in cui la parola poetica diventa liturgia, meditazione e preghiera. Ogni canto si apre con i versetti del Vangelo, dai quali Lo Bue trae ispirazione per costruire un percorso poetico che non si limita alla parafrasi del testo sacro, ma ne sonda le profondità spirituali e simboliche. L’Opera si sviluppa come un grande affresco: la prima Cantica, Il Figlio, racconta la nascita e l’infanzia di Cristo; la seconda, Il Messia, ne segue la vita pubblica e i segni del ministero; la terza, Il Redentore, culmina nella Passione, nella Croce e nella Risurrezione. L’Epilogo, dedicato all’Assunzione di Maria, chiude il cerchio come “Opera perfetta”, dove il divino si ricongiunge all’umano nella luce della grazia. Il poema nasce da una lunga consuetudine dell’autore con la Parola biblica e si nutre di un rapporto intimo tra fede e bellezza, tra preghiera e arte. Lo Bue, che attualmente insegna Storia della poesia e formazione estetica, si misura con la “Scrittura che cresce con chi prega” – Scriptura crescit cum orante – e la trasforma in poesia, in musica, in respiro dell’anima. Ogni verso diventa una soglia da attraversare, un atto contemplativo che intreccia la ricerca filosofica e la visione teologica in una lingua limpida, ritmica, densa di armonie antiche e moderne. L’opera rappresenta la sintesi di un cammino artistico e intellettuale che ha accompagnato per decenni l’attività del professore Lo Bue, che ha anche insegnato estetica alla facoltà di Magistero e alla facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” e Poetica e Retorica alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. Autore di saggi fondamentali sull’origine orfica della poesia e sulla dimensione musicale della parola, Lo Bue ha vinto il Premio “Diego Fabbri” nel 1996 con Mozart e Leopardi. Saggio sulla poesia e sul destino ed è considerato una delle voci più originali della poesia filosofica contemporanea.
"Agenzia Media & Service" Videonews, Diretta ARS, Consigli comunali, Politica, cronaca, sport, spettacoli, musica, cultura, arte, mostre.
SICILIAUNONEWS
▼
“L’Opera. Il Figlio. Il Messia. Il Redentore” nuovo poema sacro del professore Salvatore Lo Bue
Un’opera monumentale, composta da settanta canti in terzine di endecasillabi, che affronta con voce poetica e profonda sensibilità teologica il mistero cristologico nella sua interezza: dal Figlio incarnato al Messia terreno, fino al Redentore che ricompone la vicenda umana nella luce del divino. “L’Opera. Il Figlio. Il Messia. Il Redentore”, nuovo poema sacro del professore Salvatore Lo Bue, 74 anni, poeta, filosofo e docente all’Università di Palermo, pubblicato da “SpazioCultura Edizioni”, sarà presentato lunedì prossimo, 1 dicembre, alle ore 17.30, nella Sala delle Capriate del Palazzo Chiaramonte Steri di Palermo.

Nessun commento:
Posta un commento