Nonostante i proclami elettorali e le passerelle istituzionali, nei fatti nulla è stato fatto per garantire la dignità di questi lavoratori che continuano da troppi anni a vivere di precariato e ricatti elettorali. Il testo in esame a Palazzo Madama è fermo da troppo tempo, vittima di rimpalli burocratici che servono solo a rimandare l'assunzione di responsabilità, di egoismi elettorali che di fatto hanno rallentato notevolmente l'iter per la loro sacrosanta stabilizzazione. Gli emendamenti che dirottano la stabilizzazione verso gli Enti Locali, anziché verso il Ministero dell'Istruzione, sono il tentativo disperato della politica di lavarsi le mani, scaricando il peso su comuni e regioni spesso in dissesto finanziario. Denunciamo il vergognoso tentativo di silenziare il dissenso e chi realmente si batte da tempo per questa categoria di lavoratori, escludendo dalle audizioni delle Commissioni Parlamentari le Organizzazioni Sindacali rappresentative e più combattive, come il SINALP, per probabilmente favorire interlocutori più "morbidi" o vicini a certi ambienti politici che hanno bloccato l'assunzione presso il Ministero della Pubblica Istruzione, pretendendo l'assunzione presso gli Enti Locali, creando così grandi disparità e differenziazioni tra gli ASACOM in base a quale regione saranno assunti.. Il SINALP non è rimasto a guardare, abbiamo impugnato in ogni sede i bandi al ribasso, la pretesa di trasformare dei lavoratori in “imprenditori” costringendoli ad aprire la P.IVA per poter lavorare, e le clausole vessatorie che calpestano i diritti dei lavoratori. Il SINALP ha portato il grido degli ASACOM nelle piazze e nei palazzi del potere, smascherando le inefficienze dei comuni che, con il loro agire negativo, danneggiano sistematicamente le famiglie dei ragazzi disabili. Abbiamo combattuto contro il sistema delle cooperative "di comodo", rivendicando il passaggio al contratto a tempo indeterminato come unica soluzione per garantire continuità educativa agli alunni e stabilità economica agli operatori. L'attuale gestione, difesa da una politica miope, è un insulto al diritto allo studio ed all'integrazione per i nostri ragazzi disabili. Quando un ASACOM è precario, lo è anche il percorso di crescita dell'alunno e della sua famiglia. Le famiglie di questi ragazzi non chiedono la carità, ma il rispetto della Costituzione. I Comuni che tagliano le ore o ritardano i pagamenti stanno, di fatto, sabotando l'integrazione sociale dei cittadini più fragili. La politica deve capire che la pazienza è finita. Il SINALP continuerà a dare battaglia finché ogni assistente non avrà un contratto degno di questo nome sotto l'egida dello Stato, e non alle dipendenze di enti locali incapaci di gestire anche l'ordinaria amministrazione. Ricordiamo a tutti noi che la stabilizzazione non è un favore, ma un atto dovuto. Il SINALP non farà un passo indietro. La Segreteria Sinalp

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