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Sap: "Vampe di San Giuseppe: tradizione o deriva violenta? È il momento di cambiare"

In occasione della giornata del 19 marzo, Festa del Papà, ancora una volta Palermo si trova a fare i conti con una realtà che nulla ha a che vedere con il significato autentico delle tradizioni.Mentre le famiglie celebrano questa ricorrenza, molti operatori della Polizia di Stato, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Locale e del personale comunale sono stati impegnati per tutta la notte a fronteggiare situazioni di forte criticità legate alle cosiddette vampe di San Giuseppe.Una tradizione popolare che dovrebbe rappresentare un momento di condivisione, identità e trasmissione dei valori tra generazioni, si trasforma invece, troppo spesso, in un contesto di illegalità diffusa, violenza e grave rischio per la sicurezza pubblica.

Anche quest’anno il bilancio è pesante: mezzi danneggiati,operatori feriti, interventi complessi in scenari resi pericolosi nonsolo dai roghi, ma anche dall’utilizzo di materiali altamente tossici.

Nelle cataste, infatti, vengono frequentemente rinvenuticopertoni, rifiuti, cassonetti, elettrodomestici, veicoli rubati e ogni genere di materiale nocivo, con conseguenze gravi per l’ambientee la salute dei cittadini.

Una situazione che, nel 2026, non può più essere considerata accettabile.

È evidente che non si può continuare ad affrontare il problema esclusivamente in termini repressivi. Occorre un cambio di passo,fondato su prevenzione, responsabilizzazione e dialogo con i territori.Per questo si ritiene necessario avviare con urgenza un tavolo di confronto tra istituzioni, Forze dell’Ordine, enti locali e

rappresentanti della cittadinanza, finalizzato a individuare areeidonee e regolamentate dove poter svolgere le vampe in condizioni di sicurezza.

Allo stesso tempo, è indispensabile stabilire regole chiare sui materiali utilizzabili, vietando in modo assoluto l’impiego di rifiuti pericolosi e garantendo controlli efficaci.

L’obiettivo deve essere uno solo: restituire dignità a una tradizione,sottraendola a logiche di illegalità e violenza, e riportandola al suo significato originario di comunità, rispetto e condivisione.

Le tradizioni non possono diventare un pretesto per attaccare loStato, né tantomeno per mettere a rischio la vita degli operatori edei cittadini.

È altresì doveroso rivolgere un sentito plauso a tutti i colleghi che hanno prestato servizio in occasione delle vampe: uomini e donneche, pur consapevoli di essere spesso esposti a pericoli, seppur calcolati, anche quest’anno non si sono tirati indietro e hanno operato con senso del dovere, professionalità e spirito di sacrificio, sempre al servizio della cittadinanza onesta.

In una giornata simbolica come la Festa del Papà, è necessario ribadire un principio fondamentale: educare significa trasmettere valori, non alimentare odio o disprezzo per le regole.Palermo merita tradizioni sane.Gli operatori in uniforme meritano rispetto. I cittadini meritano sicurezza.

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