Preoccupazione per quanto sta accadendo in
questi giorni nell’area di Partanna-Mondello, in particolare nella zona di Valdesi, lungo Viale Diana e Viale Margherita di Savoia, dove sono in corso interventi di
abbattimento e potature radicali che stanno interessando numerosi alberi di alto fusto, inclusi grandi esemplari di Ficus già recisi alla base.
Per questa ragione i circoli di Legambiente Mesogeo, Legambiente Palermo Futura e
Legambiente Palermo hanno inviato nei giorni scorsi una nota formale al Sindaco di Palermo, Prof. Roberto Lagalla, e all’Assessore comunale all’Ambiente, Dott. Pietro
Alongi, chiedendo chiarimenti urgenti sulle motivazioni tecniche degli interventi e sulle procedure adottate per la tutela del patrimonio arboreo cittadino."Palermo è una delle città italiane maggiormente esposte agli effetti della crisi climatica: ondate di calore sempre più frequenti, livelli critici di inquinamento atmosferico, consumo di suolo e scarsità di verde urbano aggravano ogni anno la
qualità della vita dei cittadini. In questo contesto, assistere alla continua perdita di alberature mature rappresenta una scelta incomprensibile e miope.
Gli alberi eliminati non erano meri elementi ornamentali. I grandi Ficus presenti nella zona svolgevano una funzione ambientale fondamentale: contribuivano
all’assorbimento della CO2, alla mitigazione delle temperature, al contenimento delle polveri sottili e alla creazione di microhabitat urbani indispensabili anche per
l’avifauna. Erano parte integrante dell’identità paesaggistica di Mondello e un presidio naturale di benessere collettivo.
Ancora più grave appare il fatto che tali interventi si svolgano a ridosso della Riserva Naturale di Monte Pellegrino, in un periodo estremamente delicato per la fauna
selvatica, coincidente con la nidificazione di numerose specie di uccelli stanziali e migratori che trovano rifugio proprio nel verde urbano. È opportuno ricordare che la Legge 11 febbraio 1992 n.157, all’articolo 21, vieta
espressamente il danneggiamento dei nidi, delle uova e il disturbo dell’avifauna durante il periodo riproduttivo e di dipendenza dei piccoli. Non può passare quindi l’idea che l’eliminazione degli alberi adulti rappresenti una
normale modalità di gestione del verde pubblico. Un albero maturo necessita di
decenni per svilupparsi e garantire i benefici ecosistemici che oggi vengono cancellati nel giro di poche ore. Nessuna promessa generica di ripiantumazione può compensare
tale perdita di capitale naturale, ambientale e identitario.
Preoccupa inoltre un modello gestionale che sembra privilegiare la rimozione preventiva degli alberi considerati “pericolosi”, piuttosto che investire in monitoraggi
costanti, manutenzione qualificata, cure fitosanitarie e potature eseguite secondo criteri scientifici. Le capitozzature drastiche, oltre a compromettere il valore estetico delle alberature, finiscono spesso per indebolirle strutturalmente, aumentando nel tempo proprio quei rischi che si dichiara di voler prevenire.
Per tali ragioni si chiede con urgenza all’Amministrazione comunale e agli enti
competenti:
• la pubblicazione immediata delle relazioni agronomiche, fitosanitarie e di stabilità
relative agli alberi interessati dagli interventi;
• la piena trasparenza sulle motivazioni tecniche e sulle eventuali condizioni di
urgenza che hanno determinato abbattimenti e potature;
• la sospensione immediata di ogni ulteriore taglio fino alla conclusione di un percorso
pubblico e trasparente;
• di convocare al più presto un tavolo tecnico con esperti del settore;
• di organizzare un incontro pubblico per informare il costituente forum del verde, le associazioni ambientaliste, i comitati dei cittadini per informarli e sulle
strategie future di tutela del patrimonio arboreo.
Palermo ha bisogno di una visione completamente diversa: una politica del verde che
punti sull’espansione della copertura arborea, sulla manutenzione corretta e sulla
rigenerazione ecologica della città. In tutta Europa le amministrazioni più avanzat
investono sugli alberi come strumento essenziale per contrastare la crisi climatica,
ridurre le isole di calore e rendere gli spazi urbani più sani e vivibili.
La tutela del verde non può essere considerata un tema marginale o estetico: riguarda la salute pubblica, la qualità della vita e il futuro stesso della città.
Chiediamo pertanto un cambio radicale di approccio nella gestione del verde pubblico, fondato sulla prevenzione, sulla manutenzione corretta, sulla tutela della biodiversità e sulla piena consapevolezza del ruolo indispensabile degli alberi nelle aree urbane, anche in un’ottica di Nature Based Solutions".

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