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Commemorazione a Monreale nel giorno del 46° anniversario dell'eccidio del Capitano Emanuele Basile
A Monreale, si è svolta la cerimonia commemorativa per il 46esimo anniversario dell'uccisione del Capitano dei Carabinieri Emanuele BASILE, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”.
La commemorazione si è svolta alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, il Generale di Divisione Ubaldo DEL MONACO, del Prefetto di Palermo, Dott. Massimo MARIANI, dei vertici dell’Autorità Giudiziaria giudicante e inquirente, del Sindaco di Monreale, Ing. Alberto ARCIDIACONO, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo, Gen. di Brigata Luciano MAGRINI e numerose autorità civili, militari e religiose.La cerimonia, articolatasi in più momenti, ha avuto inizio nella sede del Gruppo Carabinieri di Monreale dove, alla presenza del Generale DEL MONACO e di una rappresentanza di Carabinieri in servizio e in congedo, è stato deposto un mazzo di fiori ai piedi del busto eretto a ricordo dell’Eroe. Di seguito, si è tenuto un breve momento di preghiera guidata dal Cappellano Militare, don Salvatore FALZONE.
Alle 11:00, in via Pietro Novelli, il luogo in cui la ferocia mafiosa pose fine alla giovane vita del Cap. BASILE, il Generale di Divisione DEL MONACO, il Prefetto, Dott. Massimo MARIANI, il Sindaco, Ing. Alberto ARCIDIACONO e il Presidente del Consiglio Comunale di Monreale, On. Marco INTRAVAIA, hanno deposto due corone di alloro dinanzi alla targa commemorativa.
Questo gesto semplice ma profondamente evocativo, ripetuto di anno in anno, testimonia la gratitudine che la cittadinanza e le Istituzioni nutrono nei confronti del Capitano Emanuele BASILE; toccante il momento di preghiera celebrato da S.E.R. Mons. Gualtiero ISACCHI, Arcivescovo di Monreale, che ha unito i presenti nel ricordo del militare eroe.
Il Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, Generale di Divisione DEL MONACO, nel suo intervento ha voluto ricordare la figura del Cap. Emanuele BASILE, quale esempio di grande professionalità, di assoluta dedizione ed estremo sacrificio: “un baluardo di legalità a distanza di 46 anni, cui noi Carabinieri dobbiamo ispirarci. Un militare che sapeva benissimo cosa andava incontro, quali erano i rischi che correva, eppure, non ha mai vacillato e non è mai venuto meno a quei principi e valori cui aveva aderito all’atto del giuramento. Valori che non sono immobili ma che devono essere alimentati costantemente ogni giorno. Onorare la sua memoria, significa onorare la figura del Cap. BASILE, che deve essere un esempio per tutti i Carabinieri in servizio e per le future generazioni. Un servitore dello Stato che ha permesso alla Sicilia di avere un futuro migliore”.
CENNI STORICI
Il Capitano Emanuele Basile è nato a Taranto il 2 luglio 1949 e nel 1968 entra in accademia.
Nel settembre 1972, promosso Tenente, è stato assegnato prima al battaglione di Genova e successivamente al Comando della Tenenza di Sestri Levante.
Promosso Capitano, è stato assegnato al Nucleo Investigativo di Palermo, alle dipendenze del Colonello Giuseppe Russo, ucciso dalla mafia nell’agosto del 1977 a Ficuzza di Corleone.
Nel settembre del 1977 è diventato Comandante della Compagnia carabinieri di Monreale.
Qui il Capitano Basile si è impegnato a un’indagine sulle famiglie mafiose di Altofonte e San Giuseppe Jato, resesi responsabili di 17 omicidi in due anni.
Il 4 maggio 1980, al termine dei festeggiamenti in onore del santissimo Crocifisso, il Capitano Emanuele Basile, tornando a casa, insieme alla moglie e alla figlia, rimase attinto da più colpi d’arma da fuoco esplosi da killer, confusi tra la folla.
L’immediato intervento dei Carabinieri che, al momento dell’agguato, si trovavano nella caserma distante solo poche decine di metri, permise la rapida cattura dei tre assassini mentre cercavano ancora la fuga nelle vicine campagne.
Il 6 giugno 1982, l’allora presidente della Repubblica ha concesso al Capitano Basile la Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione: “Comandante di Compagnia distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio, si impegnava, pur consapevole dei pericoli cui si esponeva, in prolungate e difficili indagini, in ambiente caratterizzato da tradizionale omertà, che portavano alla individuazione e all’arresto di numerosi e pericolosi aderenti ad organizzazioni mafiose operanti anche a livello internazionale. Proditoriamente fatto segno da colpi di arma da fuoco in un vile agguato tesogli da tre malfattori, immolava la sua giovane esistenza ai più nobili ideali di giustizia e assoluta dedizione al dovere”. Monreale, 4 maggio 1980

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