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A Selinunte musica, parole e voci per Paolo Borsellino e gli agenti della scorta - Davide Shorty, Daria Biancardi, Jorge Luis Pacheco, Claudio Casisa, Corrado Fortuna. Nick The Nightfly canta “Fragile” di Sting, vero messaggio di pace

SELINUNTE. Una serata di musica e rispetto, dialogo e memoria. Per ricordare il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina; ma anche per mandare un messaggio forte ad un territorio che nell’ultimo mezzo secolo è stato sotto il controllo alla mafia. Il Parco archeologico di Selinunte ha ospitato Trentaquattro anni dopo la strage di via D'Amelio, il punto non è più ricordare ma chiedersi come continuare a trasmettere quella memoria. Il Parco archeologico di Selinunte ha scelto di commemorare la strage di via D’Amelio affidandosi ai linguaggi della musica e del teatro. È nato così "Il Tempo della Memoria", un racconto corale che CoopCulture ha costruito con la direzione del Parco, alternando contributi, interventi di artisti e giornalisti, memoria, ma anche musica e teatro.
Ogni artista - Davide Shorty, Daria Biancardi, Claudio Casisa, Corrado Fortuna, Jorge Luis Pacheco, Antonella Schirò, e i giornalisti Gery Palazzotto, Tiziana Martorana, Salvatore Cusimano, sotto la direzione artistica di Fabio Lannino – ha scelto un pezzo, un monologo, una canzone per ricordare. E ha colpito la scelta di Nick The Nightfly di interpretare “Fragile” di Sting, sposandone il messaggio di pace. “Selinunte ricorda un giudice e magistrato che a poca distanza da qui avviò indagini importanti – dice il direttore del Parco archeologico Felice Crescente – e sposa il suo messaggio: in questo territorio dominato per cinquant’anni da una famiglia mafiosa, ognuno deve fare la propria parte. Giudici, magistrati, forze dell’Ordine e tutti noi”. “CoopCulture non mostra soltanto le bellezze del Parco archeologico, ma crediamo sia importante essere comunità educante. E prenderci la responsabilità del rispetto” spiega la direttrice generale di CoopCulture Letizia Casuccio. “Sono onorato di ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta con “Fragile”, brano che Sting scrisse nel 1987 per Ben Linder, ragazzo morto in Nicaragua: è un messaggio di pace e di guarigione” interviene Nick The Nightfly. “Essere qui stasera vuol dire parlare ai giovani e spiegare che bisogna sempre lottare per i nostri diritti e la nostra terra. La musica è aggregazione, confronto e costruzione del futuro” dice Davide Shorty. Ha partecipato Claudio Casisa, “io non sono un eroe ma mi limito a rispettare le regole. Ma dobbiamo essere un esempio per i ragazzi che crescono in questa nostra terra”. L’incasso viene devoluto alla chiesa di Santa Lucia a Castelvetrano guidata da Fra' Giuseppe che sottolinea come “ricordare l’opera di Paolo Borsellino attraverso la musica è bellissimo, ma lo è di più l’aiuto che date alla nostra parrocchia che è poverissima ma sostiene ogni mese 150 famiglie”.

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