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Il Sistema Museale dell’Università di Palermo primo classificato al PAC2026 Quattro sculture “ambientali” di Francesco Simeti per l’Orto Botanico di Palermo

PALERMO. Quattro sculture “ambientali” all’Orto Botanico che richiameranno nei sostegni in bronzo, le ramificazioni complesse delle piante. Quattro sculture da vivere, dove sedersi, sostare, respirare. È il progetto di Francesco Simeti con cui UniPa Heritage, il Sistema Museale dell’Università di Palermo, si è classificata al primo posto nella sezione dedicata all’acquisizione di nuove opere del PAC2026 - Piano per l’Arte contemporanea, l’avviso pubblico della Direzione Generale Creatività Contemporanea, nell’ambito del Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura.
Per il Sistema museale si tratta del terzo PAC vinto nel corso degli ultimi anni, dopo quello del 2021 e quello del 2025.«Siamo particolarmente felici di questo risultato - dichiara il presidente di Unipa Heritage Michelangelo Gruttadauria - è un progetto fortemente voluto ed essere primi classificati è un riconoscimento del suo valore ma anche della visione e del solido impegno di questa governance nel far coesistere botanica e arte contemporanea».
«Con questo progetto – interviene il direttore Rosario Schicchi – Francesco Simeti propone una visione capace di offrire una nuova interpretazione dell’identità dell’Orto Botanico, invitando il pubblico a viverlo non soltanto come un luogo di straordinaria biodiversità, ma anche come uno spazio di incontro, riflessione e partecipazione, contribuendo al dialogo tra arte contemporanea, ricerca scientifica, fruizione e divulgazione».
Il progetto “After Nature. (re-enchanting). Un poema degli elementi” di Francesco Simeti, a cura di Maria Chiara Di Trapani e la collaborazione di Laura Barreca, prevede la realizzazione di quattro sculture permanenti concepite come installazioni ambientali diffuse per l’Orto Botanico di Palermo. Ogni scultura si presenta con due elementi in bronzo, veri “connettori” assemblabili, basamenti per le sedute in legno. I sostegni in bronzo di ogni scultura sviluppano un linguaggio fitomorfo fatto di linee in movimento e ramificazioni che evocano i processi vitali delle piante — crescita, adattamento, metamorfosi — tradotti dal linguaggio visivo dell’artista in forme ibride, in equilibrio tra funzione e contemplazione.
Francesco Simeti da oltre trent’anni indaga il rapporto tra natura, costruzione culturale e trasformazione del paesaggio, sempre mantenendo un doppio livello di lettura: se a prima vista le sculture appaiono armoniche e integrate nel contesto dell’Orto Botanico, un’attenzione più mirata ne rivela la complessità formale e l’ambiguità tra organismo naturale, costruzione artificiale e ornamento. La possibilità di sedersi e sostare sulle opere è un elemento essenziale dell’esperienza. Ogni scultura è un implicito invito a rallentare, passando così da uno stato di distrazione all’entrare in una consapevole relazione con l’universo vegetale circostante.
Il progetto sarà promosso con una campagna di disseminazione pubblica, laboratori didattici, un convegno internazionale e una mostra presso l’Orto Botanico e si concluderà nel mese di luglio del prossimo anno. Questo è il terzo PAC vinto dal Sistema museale di Ateneo, dopo quello dello scorso anno PAC2025 “Celibi. Storia di una migrazione botanica” di Donata Lazzarini a cura di Maria Rosa Sossai e il PAC2021 “DIORAMI. Meraviglie botaniche in 8 atti” di Francesca Berardi e Alessandro Sala, a cura di Maria Chiara Di Trapani.

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