di Ambra Drago
Quarantasette anni fa veniva ucciso il Capo della Mobile Giorgio Boris Giuliano. Ha infliggergli i colpi mortali in via Di Blasi, Leoluca Bagarella che lo colpì alle spalle all'interno del Bar Lux. Giuliano, abile investigatore coì come ricordato dal Questore Calvino e dalla Polizia di Stato fu tra i primi a intuire la portata internazionale di Cosa Nostra e i suoi legami con la finanza globale. Precursore delle moderne ecniche investigative e tra i primi che scoprirono il legame di Cosa nostra con l'America e in particolare con il mondo dello spaccio degli stupefacenti.Da sempre fonte di approvigionamento per le casse della criminalità organizzata come ha illustrato il presidente della Corte d' Appello di Palermo, Antonio Balsamo: " Boris Giuliano con coraggio straordinario ha innovato il mondo delle indagini. Ha unito il massimo impegno investigativo con l'umanità. Per quanto riguarda la droga, certamente è un pericolo per la salute dei vulnerabili. E poi non è un caso che la strategia del terrorismo mafioso abbia fatto seguito a una fase di accumulazione di enormi ricchezze da parte di Cosa nostra. Purtroppo l'esperienza siciliana, come quella di altri Paesi, dimostra che c'è una connessione tra le più grandi imprese criminali e l'accumulazione di ricchezze per effetto del narcotraffico, questa è una ragione fondamentale per una lotta senza quartiere contro il traffico degli stupefacenti". Alla cerimonia erano presenti Maria Ines Leotta la moglie di Bors Giuliano e la figlia Emanuela. presenti le alte cariche civili e militari della città.

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