All’esito dell’attività, veniva sottoposta a sequestro numerosa documentazione ritenuta di interesse investigativo, tra cui certificati sanitari, certificati genealogici E.N.C.I. (Ente Nazionale Cinofilia Italiana), documentazione relativa alla commercializzazione di cani, documenti attestanti titoli e qualifiche professionali, nonché un significativo quantitativo di farmaci ad uso veterinario,alcuni dei quali scaduti, oltre a libretti sanitari e altro materiale utile alla ricostruzione dell’attività del sedicente veterinario che, sfruttando l’inesistente qualifica, attestava falsamente l’appartenenza di cani a razze pregiate, inesistenti genealogie, somministrando farmaci ad uso veterinario senza alcuna competenza.
Durante la perquisizione, venivano altresì rinvenuti due container marittimi, che da verifiche effettuate sul posto, sono risultati corrispondenti a quelli oggetto di una denuncia presentata presso la Procura della Repubblica di Alessandria da una società che li aveva concessi a noleggio ad un’attività commerciale riconducibile all’odierna indagata. Tali container non erano mai stati restituiti alla società proprietaria nonostante la risoluzione del rapporto contrattuale e le ripetute richieste di riconsegna.

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