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Figuccia: “Ricordare Vito Ievolella nelle scuole per far comprendere ai giovani da che parte stare”

Palermo – “All’inizio degli anni Ottanta Palermo viveva una delle stagioni più sanguinose della propria storia. Il contrabbando di sigarette si intrecciava con il traffico internazionale di droga e in città si sparava quotidianamente. Il maresciallo maggiore Vito Ievolella seppe intuire, studiare e approfondire quelle connessioni criminali, pagando con la vita il proprio coraggio e il proprio attaccamento allo Stato”.
Lo ha detto Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana, intervenendo alla commemorazione del maresciallo dell’Arma assassinato dalla mafia nel 1981. “Oggi la mafia ha cambiato volto e cerca di insinuarsi nell’economia, negli appalti, nelle mazzette e nei sistemi corruttivi, continuando a esercitare il controllo del territorio.
Dove aumentano la povertà, la marginalità sociale e l’abbandono delle istituzioni, cresce anche il rischio che le organizzazioni criminali trovino spazio e consenso. Per questo la lotta alla mafia deve essere accompagnata da politiche sociali, lavoro, istruzione e presenza concreta dello Stato”. “Celebrare questo momento all’interno di una scuola – conclude Figuccia – assume un valore ancora più profondo. È soprattutto ai ragazzi che dobbiamo raccontare ogni giorno l’esempio di uomini come Vito Ievolella, indicando loro la strada della legalità e della responsabilità e aiutandoli a scegliere da che parte stare. Come ricordava Paolo Borsellino, ‘la lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale e morale’. La memoria non è soltanto ricordo: è un impegno quotidiano che dobbiamo trasformare in comportamenti, scelte e testimonianza”.

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