Lo ha detto Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Assemblea regionale siciliana, intervenendo alla commemorazione del maresciallo dell’Arma assassinato dalla mafia nel 1981. “Oggi la mafia ha cambiato volto e cerca di insinuarsi nell’economia, negli appalti, nelle mazzette e nei sistemi corruttivi, continuando a esercitare il controllo del territorio.
Dove aumentano la povertà, la marginalità sociale e l’abbandono delle istituzioni, cresce anche il rischio che le organizzazioni criminali trovino spazio e consenso. Per questo la lotta alla mafia deve essere accompagnata da politiche sociali, lavoro, istruzione e presenza concreta dello Stato”. “Celebrare questo momento all’interno di una scuola – conclude Figuccia – assume un valore ancora più profondo. È soprattutto ai ragazzi che dobbiamo raccontare ogni giorno l’esempio di uomini come Vito Ievolella, indicando loro la strada della legalità e della responsabilità e aiutandoli a scegliere da che parte stare. Come ricordava Paolo Borsellino, ‘la lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale e morale’. La memoria non è soltanto ricordo: è un impegno quotidiano che dobbiamo trasformare in comportamenti, scelte e testimonianza”.
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