«Con questo investimento – dice l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo – la Sicilia consolida il proprio ruolo nelle grandi reti internazionali della ricerca. Sostenere infrastrutture scientifiche di questa portata significa investire nella conoscenza, ma anche nelle competenze e nella capacità del nostro territorio di attrarre ricercatori, professionalità e nuovi investimenti. Vogliamo che la Sicilia sia sempre più un luogo nel quale si produce ricerca di frontiera e nel quale la ricerca genera opportunità di sviluppo».
KM3NeT è un osservatorio installato nelle profondità del mare che, attraverso una rete di sofisticati sensori, permette di rilevare i neutrini, particelle estremamente difficili da intercettare. Il loro studio può fornire informazioni preziose sui fenomeni più energetici e lontani dell’universo. La presenza di questa infrastruttura nelle acque profonde del Mare Nostrum rende la Sicilia un punto strategico per la ricerca scientifica internazionale.
L’intervento prosegue il percorso già avviato dalla Regione con IDMAR e rafforza gli investimenti nelle grandi infrastrutture scientifiche presenti nell’Isola. Il progetto è stato selezionato nell’ambito dell’iniziativa regionale “Sicilia opportunità per la ricerca e le infrastrutture”, finanziata attraverso il Pr Fesr 2021-2027 - Azione 1.1.4, gestita dal dipartimento regionale delle Attività produttive.
«Stiamo utilizzando le risorse europee – aggiunge Tamajo – con un obiettivo preciso: mettere sempre più in relazione ricerca, università, centri scientifici e sistema produttivo. Un’infrastruttura così avanzata può avere ricadute che vanno oltre la ricerca fondamentale, favorendo nuove tecnologie, trasferimento di conoscenze e crescita di competenze altamente qualificate. La sfida è fare in modo che l’eccellenza scientifica presente in Sicilia diventi anche un’opportunità per il territorio e per le nostre imprese».
Alla realizzazione dell’osservatorio KM3NeT contribuiscono da anni la Sezione Infn di Catania e i Laboratori nazionali del Sud. Il progetto coinvolge una vasta collaborazione internazionale e rappresenta uno degli esempi più significativi della partecipazione della comunità scientifica siciliana ai grandi programmi di ricerca europei e internazionali.

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