Il programma di quest’anno rinnova la vocazione del Festival attraverso una presenza significativa di giovani musicisti, chiamati a condividere il palco con artisti di esperienza e a confrontarsi con linguaggi differenti. Un modo concreto per dare continuità a una storia iniziata con Clara Rametta e proseguita nel tempo grazie all’impegno dell’Associazione Didime 90 e alla direzione artistica di Giuseppe Urso. Il Sindaco Giuseppe Siragusano: «Dieci anni di cultura e musica che appartengono a Malfa». «La decima edizione del Salina Jazz Festival rappresenta un momento importante per Malfa e per tutta l’isola di Salina – dichiara il Sindaco di Malfa Giuseppe Siragusano –. Dieci anni di Festival significano dieci anni di cultura, musica, incontri e attenzione verso il nostro territorio. È una manifestazione che nel tempo ha saputo costruire una propria identità e che oggi continua a rinnovarsi, dando spazio anche ai giovani e alle nuove espressioni musicali. In questa decima edizione il ricordo di Clara Rametta assume un valore particolare. Il suo impegno e la sua passione hanno contribuito a fare della cultura uno strumento di crescita e di valorizzazione di Malfa. Continuare questa esperienza significa custodire quella eredità e, allo stesso tempo, guardare avanti. Come Amministrazione comunale siamo lieti di accogliere anche quest’anno il Salina Jazz Festival e di vedere Palazzo Marchetti tornare a essere un luogo di musica, cultura e incontro. Ringrazio gli organizzatori, i musicisti, i collaboratori e tutti coloro che rendono possibile questa manifestazione. L’auspicio è che questi tre giorni possano essere ancora una volta un’occasione per vivere Malfa attraverso la musica e per far conoscere sempre di più il nostro territorio». Dieci anni di musica, cultura, passione e incontri. Dieci anni nel segno di Clara Rametta. E oggi, più che mai, lo sguardo rivolto al futuro. È questo il significato della decima edizione del Salina Jazz Festival, in programma dal 18 al 20 settembre 2026 a Malfa, sull’isola di Salina. Un’edizione speciale, dedicata alla memoria della sua fondatrice, alla sua visione e al lungo percorso culturale che ha contribuito a costruire a Malfa, ma anche fortemente proiettata verso le nuove generazioni. Perché ricordare Clara significa soprattutto continuare a credere nella cultura come opportunità, nella musica come linguaggio universale e nei giovani come protagonisti del futuro. Quest’anno, il Festival sceglie di dare particolare spazio a una numerosa presenza di giovani musicisti che, sera dopo sera, saliranno sul palco di Palazzo Marchetti, confrontandosi con un contesto di grande prestigio e con un pubblico che da sempre segue con attenzione la manifestazione. È una scelta artistica, ma anche una precisa dichiarazione d’intenti: offrire ai giovani talenti un’occasione concreta per esprimersi, crescere e farsi conoscere, mettendo a loro disposizione un palcoscenico importante e inserendoli in un programma capace di accostare esperienze, linguaggi e generazioni diverse. Il Salina Jazz Festival diventa così un ponte tra ciò che è stato e ciò che ancora deve essere.Nel nome di Clara, il testimone passa al futuro
Clara Rametta ha dedicato una parte importante della sua vita alla cultura e alla valorizzazione di Malfa. Fondatrice dell’Associazione Didime 90 e del Salina Jazz Festival, ha contribuito a fare dell’isola un luogo capace di accogliere artisti, musicisti, idee e iniziative, costruendo nel tempo un patrimonio culturale che oggi continua a vivere. A raccogliere simbolicamente quel testimone è oggi suo figlio, Luca Caruso, componente del direttivo del Festival.
Un passaggio che assume, proprio in occasione della decima edizione, un valore particolarmente significativo: la memoria non come punto di arrivo, ma come radice dalla quale far crescere nuovi percorsi. «Questa decima edizione – dichiara Riccardo Insolia, presidente dell’Associazione Didime 90 – rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Il Festival nasce dalla grande intuizione e dalla passione di Clara Rametta e oggi sentiamo il dovere di custodire quella visione guardando avanti. La presenza di tanti giovani musicisti è per noi una scelta fondamentale: vogliamo offrire loro un palco importante, un’opportunità vera, uno spazio nel quale possano esprimere il proprio talento e confrontarsi con il pubblico. La cultura ha senso quando riesce a generare futuro e quando sa dare fiducia alle nuove generazioni. È questo che vogliamo fare con il Salina Jazz Festival».
E proprio nel rapporto tra memoria e futuro si inserisce il ruolo di Luca Caruso. «Essere parte del direttivo del Festival e vedere oggi questa decima edizione prendere forma – racconta Luca Caruso – significa per me raccogliere simbolicamente il testimone di mia madre. Clara ha lasciato una traccia profonda nella vita culturale di Malfa e il modo migliore per onorarne la memoria è dare continuità a ciò in cui ha creduto. Il Festival deve continuare a crescere, a rinnovarsi e soprattutto a dare spazio ai giovani. Vedere tanti ragazzi salire sul palco di Palazzo Marchetti, avere la possibilità di esprimersi e di confrontarsi con artisti e pubblico, è forse il segnale più bello che quella storia continua. Un ricordo che diventa così energia per il futuro». Venerdì 18 settembre: la decima edizione comincia dai giovani
La prima giornata del Festival sarà particolarmente significativa perché racchiude già, in due concerti, uno dei temi fondamentali della decima edizione: il passaggio di un testimone tra generazioni diverse. Alle 20.00, a Palazzo Marchetti, sarà il Giuseppe Urso Piano Trio ad aprire ufficialmente la manifestazione, con Giuseppe Urso al pianoforte, Antonio Alaimo al contrabbasso e Andrea Mortillaro alla batteria. Tra i protagonisti della serata ci sarà Andrea Mortillaro, appena 17 anni, ma già con un percorso musicale intenso e ricco di esperienze. Andrea ha iniziato a studiare musica all’età di dieci anni, frequentando inizialmente scuole private, per poi proseguire la propria formazione al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, dove studia batteria e percussioni jazz ed è attualmente al secondo anno del corso di Laurea triennale. Nell’ultimo anno il suo percorso si è arricchito ulteriormente grazie alla possibilità di essere coinvolto in diversi progetti proposti dai docenti del Conservatorio. Tra questi la partecipazione al Sicilia Jazz Festival, dove ha accompagnato il Coro Jazz del Maestro Gaetano Riccobono, e al Gallego Jazz Festival. Alle 21.30 “Big Papa & The Kids”: esperienza e nuove generazioni sullo stesso palco, un concerto speciale costruito proprio sull'incontro tra esperienza e giovani talenti. Sul palco Fabio Lannino, al basso e contrabbasso, insieme a due giovani musicisti che studiano al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo: Tommaso Lannino al pianoforte e Francesco Foresta Jr alla batteria. Progetto di musica originale basato sulle composizioni di Fabio e Tommi Lannino. La creatività felice senza barriere di genere è il manifesto di questo progetto, così come rappresenta la felicità del padre sul palco con i due figli. Una vera passione familiare, la musica, che unisce e crea occasione di dialogo attraverso improvvisazioni estemporanee, spesso motivo di grandi risate tra i tre complici in musica. Ritmi caldi spesso ispirati al blues così come al latin, composizioni armoniche e cantabili, seppur senza l’ausilio di una voce o strumento a fiato. Il progetto nasce dall'incontro di tre musicisti appartenenti a generazioni diverse, ma accomunati dalla stessa curiosità e dalla stessa idea della musica come ricerca, dialogo e libertà espressiva. Fabio Lannino, con la sua esperienza e il suo lungo percorso musicale, incontra il pianoforte di Tommaso Lannino e la batteria di Francesco Foresta Jr, Il risultato è un progetto nel quale il jazz diventa terreno di confronto: l'esperienza non come punto di arrivo, ma come patrimonio da condividere; i giovani non semplicemente come promessa, ma come musicisti chiamati a esprimersi oggi. Big Papa & The Kids rappresenta quindi una delle immagini più significative della decima edizione del Salina Jazz Festival: un palco sul quale generazioni differenti possono incontrarsi, ascoltarsi e costruire insieme qualcosa di nuovo. La prima giornata del Festival si chiuderà così con un messaggio preciso: il futuro della musica nasce anche dalla possibilità di incontrarsi, confrontarsi e condividere un palco. Sabato 19 settembre: la musica incontra l’alba
La seconda giornata del Salina Jazz Festival inizierà alle 6.30 al Porto di Santa Marina con “Musica all’alba”, uno degli appuntamenti più caratteristici della manifestazione. La musica accompagnerà il risveglio dell'isola, mentre la luce del nuovo giorno cambierà progressivamente i colori del mare e del paesaggio. Un concerto pensato per creare un'esperienza nella quale musica e natura diventano parte dello stesso racconto. In serata si tornerà a Palazzo Marchetti. Alle 20.00 saranno protagoniste Chiara Minaldi e Giorgia Meli in Duo, due vocalist che proporranno un percorso attraverso gli standard jazz. Alle 21.30 spazio invece a La Salamanca – “Latin Project”, progetto nel quale il jazz incontra le sonorità e i ritmi della musica latina, con una formazione composta da giovani musicisti.
Domenica 20 settembre: l’ultima alba e il gran finale
L'ultima giornata si aprirà nuovamente alle 6.30, questa volta al Porto di Malfa, con Tommaso Lannino al pianoforte. n altro momento nel quale la musica accompagnerà il risveglio dell’isola, trasformando l’alba in uno degli elementi scenografici e narrativi del Festival. La manifestazione tornerà quindi a Palazzo Marchetti in serata. Alle 20.30 sarà la volta del Simone Rumolo / Vincenzo Capuano Duo, con due giovani talenti alla batteria e al sax. Alle 21.30 il gran finale sarà affidato a Kolne Trio / Naya, che presenteranno in anteprima il brano “Obession”.
Dal 18 al 20 settembre, Malfa torna quindi a vivere di musica.
Nel nome di Clara. Nel cuore di Salina. E con gli occhi rivolti alle nuove generazioni. Perché la memoria custodisce le radici, ma sono i giovani a far crescere i rami verso il futuro.

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