Noi di RESTARE siamo totalmente schierati – senza ambiguità – accanto ai Sindaci che hanno il coraggio e la determinazione di voler migliorare il livello delle prestazioni, chiamando per nome le disfunzioni e attribuendo le responsabilità a chi realmente se ne rende autore. Non è possibile che una governance che fa acqua da tutte le parti resti al proprio posto. E che, addirittura, prenda i premi di risultato di fine anno per risultati che i cittadini non vedono mai. Noi invitiamo anche i medici a dire la loro. Siamo convinti che, se il personale potesse parlare liberamente, avremmo cose importanti da ascoltare. Dobbiamo finirla con i giochi di prestigio. Dobbiamo dare fondo alla concretezza, in modo che ogni cittadino veda e verifichi i risultati. Mancanza di personale. Pronto soccorso. Reparti ospedalieri che non funzionano. Fisioterapisti che non vengono assunti. Liste d'attesa. CUP e URP in tilt. CCA depotenziato. Case di Comunità come scatole vuote. I richiami ai medici di famiglia sulle prescrizioni. La presa in carico del malato e del malato fragile. Servizi programmati e colposamente ignorati.
Insomma, cari Sindaci, voi siete i responsabili della salute dei vostri concittadini. Ascoltate il loro grido.
Vorremmo che la struttura del Sant'Elia, DEA di II livello, funzionasse per i servizi e il livello per cui è predisposta. Se così fosse, non solo avremmo servizi di eccellenza, ma si creerebbe un indotto economico non indifferente. Cosa che hanno capito in pochi. Qui nessuno sta esagerando. Non si tratta più di sola emergenza: ormai abbiamo imboccato la via che ci conduce al maltrattamento delle persone. E in tutto questo, nessuno pensi di uscirne elegantemente e opportunisticamente, valorizzando la Sanità Privata. Da cittadini responsabili quali tutti siamo – o dovremmo essere – il nostro compito primario è quello di far funzionare la Sanità Pubblica. Se poi concorre a migliorare la qualità della vita delle persone anche la Sanità Privata, ben venga. Noi rimarremo saldamente accanto ai cittadini e accanto ai Sindaci che sono capaci di proteggerli e assisterli secondo le regole che debbono essere rispettate, secondo le leggi che debbono essere applicate – e non secondo altri assurdi e pretestuosi parametri. L'ASP di questa provincia deve ridiventare risorsa per tutti i cittadini che vi risiedono o vi soggiornano. Basta con le chiacchiere. È giunta l'ora di cambiare profondamente i comportamenti e di riportare serenità e speranza alle migliaia di malati. Tra i quali ci siamo – e potremo essere tutti quanti noi.

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