I dati dell’Osservatorio AUB mostrano come le aziende a controllo familiare rappresentino circa due terzi delle imprese italiane con oltre 20 milioni di euro di fatturato.
Si tratta quindi di una componente decisiva del tessuto produttivo nazionale, per capacità di creare occupazione, investire, innovare e mantenere uno stretto legame con i territori.
I dati dell’Osservatorio evidenziano inoltre la centralità di una delle grandi sfide dei prossimi anni: il passaggio generazionale e la capacità di trasferire alle nuove generazioni non soltanto la proprietà, ma competenze, responsabilità, visione e capacità di innovare.
É fondamentale costruire ponti industriali e imprenditoriali tra Nord e Sud, favorendo investimenti, partnership, acquisizioni, reti d’impresa e contaminazione di competenze.
In un’economia globale nella quale competiamo con sistemi industriali di dimensione continentale, la competitività delle nostre imprese non è soltanto un interesse privato dell’imprenditore: è un interesse del Paese. Significa occupazione, innovazione, esportazioni, competenze e capacità di mantenere in Italia centri decisionali e produttivi.
Ed è particolarmente significativo discutere di questi temi proprio a Palermo. La nostra città e la Sicilia hanno conosciuto importanti stagioni industriali e oggi hanno la necessità di ricostruire e rafforzare una cultura dell’impresa, attrarre investimenti e creare le condizioni perché chi produce, investe e crea lavoro possa crescere.
AIDAF svolge da questo punto di vista un’attività preziosa: mette insieme generazioni, esperienze imprenditoriali e competenze, facendo dialogare la storia delle aziende con la necessità di innovarle.
Per questo ringrazio ancora la Presidente Bombassei, la governance di AIDAF e tutti gli imprenditori, gli ospiti e i relatori che hanno scelto Palermo. La presenza nella nostra città di tante esperienze imprenditoriali rappresenta non soltanto un prestigioso appuntamento nazionale, ma un’importante opportunità di confronto e crescita per il nostro territorio.
Il futuro economico dell’Italia passa dalla capacità di mettere insieme Nord e Sud, tradizione e innovazione, grandi imprese e PMI, capitale familiare e nuove competenze. Non esiste un Nord competitivo con un Sud che rimane indietro: o cresce il sistema Paese nel suo insieme, oppure sarà l’Italia a perdere competitività".
Lo ha detto l’assessore alle Attività Produttive, Giuliano Forzinetti.

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