“Con questa proposta vogliamo garantire una distribuzione più equa delle risorse pubbliche e proteggere il reddito dei pescatori nei giorni in cui non possono uscire in mare”, spiega Safina.
Il disegno di legge prevede che i contributi pubblici destinati a compensare il mancato reddito siano inclusi tra i ricavi rilevanti per il calcolo della retribuzione “alla parte”, il sistema che lega il compenso dei marittimi ai risultati economici della pesca.
“Gli aiuti non possono essere considerati soltanto un sostegno all’impresa, escludendo l’equipaggio. Anche i lavoratori devono beneficiare delle risorse riconosciute per compensare le perdite di produzione”, aggiunge il deputato dem.
Per garantire trasparenza, gli armatori dovranno mettere a disposizione dell’equipaggio e delle organizzazioni sindacali la documentazione contabile relativa ai contributi ricevuti. La verifica sarà inoltre prevista come condizione per accedere alle agevolazioni pubbliche.
L’altra misura riguarda il fermo delle imbarcazioni per avverse condizioni meteo-marine: il testo introduce un’indennità di 30 euro al giorno, fino a un massimo di 600 euro mensili.
“Il maltempo non dipende dai lavoratori, ma può azzerare le loro entrate. È giusto prevedere un sostegno per chi non può lavorare per cause indipendenti dalla propria volontà”, sottolinea Safina.
“Vogliamo dare risposte concrete a un comparto fondamentale per la Sicilia, garantendo maggiore equità nella distribuzione dei ristori e una tutela economica nei periodi di fermo forzato”, conclude il deputato regionale.
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