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Prima Onda, dalla rivolta dei bambini contro la guerra ai Nirvana in chiave queer: gli appuntamenti per il gran finale del Festival

Tra gli ospiti Cristian Ceresoli e Silvia Gallerano, la performer britannica Emma Frankland e la compagnia tunisina Art Des Deux Rives. In programma spettacoli che interrogano la precarietà del lavoro, l'impatto dell'intelligenza artificiale, le identità di genere e l'autodeterminazione femminile, accanto a progetti di creazione collettiva, sperimentazione musicale e teatro in carcere.Palermo - Che cosa può ancora raccontare il teatro in un tempo segnato da guerre, disuguaglianze e nuove forme di controllo sulle nostre vite? E quali possibilità di ribellione, libertà e cambiamento riesce a immaginare? Sono le domande che attraversano le ultime settimane di Prima Onda Fest, il festival multidisciplinare che fino al 17 novembre porta a Palermo alcune delle voci più interessanti della scena contemporanea internazionale.
Dalla Tunisia arriva un racconto di autodeterminazione femminile ambientato nel deserto; Cristian Ceresoli e Silvia Gallerano affidano ai bambini una rivolta contro la guerra; la performer britannica Emma Frankland rilegge l'eredità dei Nirvana attraverso una prospettiva queer, mentre Giuseppe Massa e Giuseppe Provinzano portano in scena l'attesa infinita di un lavoro che non arriva. Un programma che si concluderà all'interno della casa circondariale Pagliarelli, con uno spettacolo interpretato dagli attori detenuti della compagnia Evasioni.
Promosso dall'associazione Genìa, il Festival, partito nel mese di agosto, entra ora nella sua fase conclusiva con Approdi, tra i Cantieri culturali alla Zisa, il centro storico e altri luoghi della città, continuando a intrecciare ricerca artistica internazionale, nuove drammaturgie e pratiche partecipative.
Dalla Tunisia arriva il 29 ottobre, alle 21 in Sala Perriera, Mirage, spettacolo della compagnia Art Des Deux Rives, scritto da Fawzia Dhaifallah e diretto da Hafedh Khalifa. Tre donne in fuga da differenti forme di oppressione si ritrovano nel deserto, senza acqua né cibo, dopo una tempesta. La vicenda affronta la libertà femminile, le migrazioni e la violenza attraverso lo sguardo di una compagnia nata nel sud della Tunisia, a Jemna, che da quasi vent'anni lavora alla valorizzazione delle culture del deserto. Una prospettiva mediterranea che restituisce centralità alle storie e alle narrazioni dei territori da cui prendono avvio molte rotte migratorie.
Il 31 ottobre, alle 20 in Sala Perriera, uno degli appuntamenti più significativi del festival: La rivolta della gioia, di Cristian Ceresoli, con Silvia Gallerano. L'autore de La Merda, opera diventata un caso teatrale internazionale, torna a collaborare con la sua storica interprete in un musical ribelle che affida ai bambini la possibilità di opporsi alla guerra. Una banda di dodici ragazzini, tra partite di pallone e carri armati, scatena una rivolta collettiva contro la violenza degli adulti. Sul palco, musica dal vivo e un coro di voci bianche danno corpo a un'opera che, nel tempo delle guerre e del conflitto in Palestina, interroga la responsabilità delle generazioni adulte e il potere politico delle parole. Lo spettacolo sarà preceduto, dal 28 al 30 ottobre, da Rebel Lyrics, masterclass condotta da Ceresoli e dal compositore Gianluca Casadei, dedicata alla scrittura di parole e canzoni di ribellione.
Sempre il 31 ottobre, alle 22 al Loggiato San Bartolomeo, la ricerca musicale contemporanea sarà protagonista con Sara Persico e Mika Oki in Disertare – Sphaîra / Live A/V. La performance prende ispirazione dalle particolari caratteristiche acustiche dell'Experimental Theatre di Tripoli, in Libano, trasformando voce, elettronica e immagini astratte in un'esperienza audiovisiva che mette in relazione memoria dei luoghi, architettura e sperimentazione sonora.
Il 1° novembre, alle 21 in Sala Perriera, arriva per un'unica data italiana la performer britannica Emma Frankland con No Apologies. Dopo i riconoscimenti ottenuti all'Edinburgh Festival 2025, l'artista porta a Palermo una radicale rilettura queer del celebre MTV Unplugged dei Nirvana del 1993. Tra teatro, musica grunge dal vivo e autobiografia, Frankland rielabora uno dei concerti più iconici degli anni Novanta, interrogando il rapporto tra cultura pop, identità di genere e rappresentazione. Un lavoro che restituisce alla musica di Kurt Cobain nuove possibilità di lettura, tra memoria generazionale e trasformazioni culturali.
Spazio anche alle contraddizioni del mondo del lavoro con Suttascupa, il 2 novembre alle 21 in Sala Perriera, di Giuseppe Massa, diretto e interpretato insieme a Giuseppe Provinzano. Due amici disoccupati attendono da oltre vent'anni un colloquio che potrebbe cambiare le loro vite, guidati da una voce che somiglia sempre più a un'intelligenza artificiale. Una storia sulla precarietà come condizione permanente, sulle promesse mancate di mobilità sociale e sulle nuove forme di controllo tecnologico delle esistenze.
Dal 1° al 5 novembre, Michela Lucenti e Balletto Civile coinvolgeranno invece quindici donne di diverse età e provenienze in A room full of strangers #Palermo, laboratorio di creazione collettiva ispirato a Le Fenicie di Euripide. Attraverso la danza e la drammaturgia fisica, il coro della tragedia greca diventerà una voce femminile contemporanea, capace di interrogare appartenenza, conflitto e identità. La restituzione pubblica è prevista il 5 novembre alle 20.30 alle Officine Bellotti.
Il 17 novembre il festival si concluderà all'interno della casa circondariale Pagliarelli, alle 15.30, con Con gli occhi della luna, di Daniela Mangiacavallo, interpretato dagli attori detenuti della Compagnia teatrale Evasioni. Nata nel 2016, la compagnia conta oltre quaranta attori e sviluppa un percorso di formazione e creazione artistica all'interno dell'istituto penitenziario. Lo spettacolo, popolato da figure shakespeariane smarrite in un paesaggio lunare, affronta il confine tra ragione e follia. La scelta di concludere il festival in carcere apre una riflessione sul diritto alla cultura, sull'identità delle persone detenute e sul ruolo del teatro nei percorsi di reinserimento sociale.
Tra gli altri appuntamenti, il 27 ottobre La gatta curiosa e la yucca che aveva male ai piedi, di Claudio Zappalà, si rivolge alle nuove generazioni affrontando i legami affettivi e la paura dell'abbandono, mentre il 30 ottobre Resta! di Elena Borgogni indaga il rapporto tra mascolinità e trasmissione intergenerazionale delle fragilità affettive.
Accanto agli spettacoli prosegue il Public Program, la sezione del festival dedicata al confronto, alla formazione e alla partecipazione, che mette in dialogo arti performative, ricerca e cittadinanza. Dal 29 al 31 ottobre, Dialoghi della Terra propone tre incontri pubblici, accompagnati da laboratori di movimento, che coinvolgono artisti, ricercatori e realtà cittadine per riflettere su trasformazioni urbane, crisi ecologica e diritto allo spazio pubblico.
Il programma completo e i biglietti sono disponibili su www.primaondafest.com.

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