Roccanova, 10 settembre 2026 - Quando si partecipa a centinaia di manifestazioni ufficiali in tutta Italia, si impara a conoscere il valore della forma, dei protocolli e della presenza istituzionale. Ma ci sono eventi che travalicano qualsiasi ruolo pubblico per trasformarsi in un vero e proprio viaggio dell'anima. Per Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro e noto giornalista, la presenza all'edizione 2026 de "Le Notti del Vino" a Roccanova ha avuto un significato intimo, profondo e incommensurabile, nettamente diverso da ogni altra tappa del suo percorso politico e professionale. Tornare tra quei vicoli in cui correva da bambino ha rappresentato un autentico tuffo nella memoria, un ricongiungimento con la propria storia e con le radici più viscerali della sua famiglia.
L'omaggio alla memoria del padre Vincenzo e la sosta davanti alla casa del nonno Rocco
Roccanova, incantevole borgo lucano, non è un luogo qualunque per De Pierro: è il paese dove è nato suo padre, una figura di straordinario spessore umano e culturale per l'intero territorio. Scomparso prematuramente a soli 57 anni, il padre di Antonello ha lasciato un segno indelebile come educatore, prima come stimato professore proprio a Roccanova e successivamente come preside in diversi comuni della zona, tra cui Sant'Arcangelo, oltre ad aver esercitato la professione di dirigente scolastico in vari istituti di Roma. Il suo impegno per la comunità si era espresso anche attraverso la politica attiva, che lo aveva visto ricoprire il ruolo di consigliere comunale a Roccanova.
L'emozione della serata si è fatta particolarmente densa e visibile quando De Pierro si è fermato per diversi minuti in silenzio davanti alla casa che fu di suo nonno paterno, Rocco De Pierro. Un momento di totale immersione nei ricordi verso un uomo che ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la popolazione roccanovese. Come ufficiale d'anagrafe del Comune, nonno Rocco era animato da un senso del dovere e da una disponibilità leggendari: non esitava a recarsi in Municipio persino in piena notte se un cittadino aveva bisogno urgente di un certificato urgente.
A renderlo celebre in paese era anche la sua fenomenale memoria. Rocco De Pierro possedeva la straordinaria capacità di ricordare a mente le date di nascita, matrimonio e morte di quasi ogni singolo abitante di Roccanova con cui avesse avuto a che fare per lavoro. Ma la sua erudizione andava ben oltre i registri comunali. Durante la serata, Antonello ha ricordato con orgoglio come il nonno conoscesse a memoria la cronologia della storia universale con i suoi snodi principali, le grandi battaglie e gli armistizi, oltre a padroneggiare una cultura letteraria sterminata: declamava a memoria ben dieci canti della Divina Commedia, le Odi di Ugo Foscolo, l'intera produzione poetica di Alessandro Manzoni e i componimenti dei più grandi poeti italiani come Leopardi, Pascoli e Carducci.
Il percorso tra le cantine con Luciano Lo Bosco e la tappa a Torre Rosano
Accompagnato dall'amico d'infanzia Luciano Lo Bosco, ritrovato proprio in questa occasione dopo lunghissimo tempo, De Pierro ha iniziato il suo tour tra gli stand delle aziende vinicole. Riprendendo una simpatica ed affettuosa metafora già utilizzata in occasione di "Cantine in Festa" a Percile, ha ribattezzato scherzosamente il percorso di degustazione come un vero e proprio "Vino Crucis" tra i vicoli del borgo.
L'evento è stato l'occasione per celebrare il Grottino di Roccanova DOP, e tra le cinque cantine certificate presenti all'edizione di quest'anno, un'accoglienza ed un'attenzione del tutto particolari sono state riservate ad Antonello De Pierro presso lo spazio dell'azienda Torre Rosano. I titolari, i giovani Paolo e Sara Maria Collarino, lo hanno accolto con grande calore, trattenendosi a lungo con lui per illustrargli le peculiarità della loro produzione, le tecniche di lavorazione e la passione giovanile che muove il loro impegno nel custodire la tradizione vitivinicola locale.
Gli incontri della memoria: tra teatro, giornalismo e amicizie d'infanzia
La serata è stata un susseguirsi di abbracci carichi di commozione con persone che De Pierro non vedeva da decine di anni. Particolarmente toccante è stato l'incontro con Giuseppina Di Domenico e con suo fratello Alessandro. Con Giuseppina e Alessandro, Antonello ha condiviso momenti fondamentali dell'adolescenza e con Giuseppina un intenso percorso di formazione teatrale giovanile. Giuseppina Di Domenico ha rappresentato una figura precoce della politica locale, essendo stata eletta in consiglio comunale ad appena 19 anni (tra le amministratrici più giovani d'Italia dell'epoca), e ancora oggi prosegue la sua passione per il teatro.
Rievocare quelle esperienze giovanili ha toccato corde emozionali profondissime. Proprio quel primo nucleo di passione teatrale vissuto a Roccanova fu il trampolino di lancio che portò Antonello De Pierro, qualche anno più tardi a Roma, a diplomarsi presso il laboratorio teatrale finanziato dalla Regione Lazio e diretto dal compianto Enzo Garinei. Una figura, quella di Garinei, a cui De Pierro è rimasto legato da un affetto e una stima immensi per tutta la vita; pur avendo scelto dopo il diploma di non proseguire la carriera da attore per dedicarsi interamente al giornalismo, Antonello ha continuato a frequentarlo, intervistandolo spesso e ospitandolo a più riprese ai microfoni di Radio Roma negli anni in cui ne ricopriva la direzione e conduceva lo storico programma "La radio dei VIP".
Ricongiungimenti inaspettati e punti di riferimento
Un altro momento di grande suggestione e profondo amarcord si è consumato durante l'incontro con Lucia Soave, titolare del rinomato atelier per abiti da cerimonia Lucia Soave by Angela Spose di Francavilla sul Sinni. Lucia è la figlia del compianto Raffaele Soave, figura di primissimo piano della politica e del sindacato lucano. I ricordi legati a Raffaele si sono intrecciati con quelli del padre di Antonello: i due erano infatti legati da profonda amicizia e avevano condiviso i banchi del consiglio comunale a Roccanova, unendo le due famiglie in un rapporto indissolubile fondato sul rispetto e sui valori autentici.
La serata ha regalato ad Antonello anche una grande e bellissima sorpresa: Lucia Soave gli ha infatti presentato suo marito, che si è rivelato essere Policarpo Abitante. De Pierro era del tutto ignaro di questo matrimonio e si è ritrovato davanti a un amico di vecchia data, con cui aveva condiviso un'amicizia nata a diciotto anni e coltivata anche negli anni romani, poi persasi nel corso del tempo. Il riabbraccio con Policarpo dopo diversi decenni ha aggiunto un ulteriore tassello di gioia a una notte già straordinaria.
Non è mancato infine il caloroso saluto con il professor Antonio Lerra, docente presso l'Università della Basilicata e storico amico del padre di Antonello. Per De Pierro, il professor Lerra rappresenta da sempre un punto di riferimento intellettuale e morale, la persona a cui rivolgersi nei momenti in cui avverte il bisogno di un consiglio prezioso e autorevole.
Tra il profumo del Grottino, la riscoperta delle radici e le lacrime di commozione per gli affetti mai dimenticati, la presenza di Antonello De Pierro a Roccanova si è chiusa come un cerchio perfetto: la testimonianza di come il successo professionale e l'impegno pubblico non possano mai scalfire l'amore per la propria terra e per la propria storia familiare.
Nessun commento:
Posta un commento