"Siamo di fronte all'ennesima beffa ai danni dei produttori – commenta il presidente Matteo Paladino –. Dopo il mancato via libera del Ministero alla distillazione di crisi, le risorse rimaste inutilizzate dovevano servire per ristorare chi lavora la terra. Invece si sceglie di ricapitalizzare le cantine.
Noi non siamo contro le strutture sociali, ne siamo parte integrante, ma la priorità deve essere il viticoltore: senza agricoltori non esistono cantine". La CIA Sicilia Occidentale, a seguito di un confronto diretto sul territorio che ha coinvolto oltre 1.000 agricoltori, ha raccolto il forte malcontento della categoria. “I viticoltori – spiega Paladino – vengono da quattro anni consecutivi di gravissima crisi produttiva, segnati dalla siccità che ha dimezzato le rese fino al 50% in diverse zone, dal calo dei prezzi delle uve e dai rincari eccezionali di carburante, concimi e fitofarmaci. Inoltre, nel recente passato, le cantine sociali hanno già beneficiato di consistenti aiuti pubblici sul caro energia e sull'abbattimento degli interessi passivi.
La nostra organizzazione chiede quindi che, parallelamente a questo sostegno alle cantine, venga adottata una misura di pari impatto sotto forma di aiuto diretto a superficie in favore di tutti i viticoltori”.
Su questo la CIA Sicilia Occidentale propone che il calcolo delle perdite produttive venga effettuato prendendo come riferimento i disciplinari di produzione IGP (fino a 180 quintali per ettaro) e DOC (fino a 130 quintali per ettaro). Questo criterio evita di penalizzare le aziende con medie storiche alterate da quattro anni consecutivi di siccità e crollo delle rese. "Serve un intervento netto, di impatto e immediato nelle tasche di chi produce”, conclude Matteo Paladino.

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