RAMA: Un breve (ma intenso) viaggio tra ricordi e vecchie emozioni da abitare

di Fabrizio e Franco Verruso

Ha avuto luogo nei giorni scorsi, all’NH Hotel di Foro Italico Umberto I a Palermo, la presentazione di “Rama”, l’ultima fatica editoriale di Vincenzo Torricelli, un breve viaggio tra ricordi e vecchie (ma in fondo mai sopite) emozioni da abitare. Un volume (per le Edizioni Helicon) in cui l’autore, che è un sociologo relazionale clinico (e vicedirettore del Cesfat), dà una descrizione dei paesaggi e delle anime umane incontrate nella sua esperienza clinica maturata grazie al coordinamento di alcuni centri di ascolto destinati a coppie e famiglie in crisi. Rama è dunque uno spazio fisico, “un borgo di montagna circondato da colline” e noccioleti posato “sulla punta di Monte Grifone”, un punto sperduto, ritrovato proprio per la circostanza di aver smarrito la strada. Ma Rama è anche uno “spazio relazionale neutro” in cui chi lo abita riesce a raccontarsi e a raccontare storie e fatti già accaduti, emozioni mai dimenticate e ferite che il tempo non è riuscito ancora a guarire.
Ecco farsi avanti la narrazione godibile di questi personaggi e i loro dialoghi, nel linguaggio veloce e moderno, mettendo a nudo i limiti di ciascuno, le esitazioni che ne abitano il vissuto, le incertezze, le fragilità… in un uso sapiente delle parole cui ricorre l’autore (anche grazie a una edificante deformazione professionale, potremmo dire, resa possibile tra l’altro dalla qualifica di counselor professionista conseguita dall’Istituto di Gestalt HCC Italy, ndr). Già, perché sottolineare l’uso accorto delle parole è fondamentale nelle “relazioni di aiuto” che ruotano nel più ampio panorama del counseling. Lo sanno bene i colleghi di Vincenzo Torricelli, anch’essi presenti tra i relatori ed esperti del Cesfat. Tra essi anche il professor Andrea Torcivia, direttore di Cesfat (Laboratorio di criminologia e sociologia forense intitolato alla memoria del padre, Cav. Avv. Lucio Torcivia) e Giuseppe Giorlando, esperto antiviolenza e maestro di taekwondo.
L’attività del Cesfat s’incentra altresì sulla lotta al cyberbullismo con visite regolari nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi a tali fenomeni. L’esperienza del laboratorio ha permesso l’attivazione di un metodo di prevenzione violenza (MPV) basato sulla comunicazione per prevenire il conflitto (ed in cui le arti marziali, anche dall’esperienza Wing Tsun, chiosa Giorlando, rappresentano un canale e contenitore per prevenire il conflitto). Perché in ogni conflitto, la comunicazione verbale perde efficacia e fa spazio a quella non verbale dei gesti, degli sguardi, cercando di cogliere il bisogno dell’altro. Persino quando il conflitto è dentro noi. Come nell’esperienza di Claudia che ci racconta l’autore nel suo Rama. Claudia è una donna sterile, non può aver figli. L’incontro con un bimbo che l’ammonisce che tutte le donne hanno bambini, fa sì che Anna si conceda l’amore per un bimbo nel non deluderlo. “Il mio bambino è qui”, aggiunge Claudia, portando la mano sul petto e dal lato del cuore. “Allora posso giocarci?” replica il bimbo. “Certo che puoi giocarci”. E “dolcemente si avvicinò a lui, allargò le braccia e avvolse quel piccolo corpicino in un tenero abbraccio”.



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