Inaugurazione anno giudiziario a Palermo. Il Presidente di Corte d'Appello Frasca: " Nome Falcone strumentalizzato per referendum". L' allarme cresce la violenza giovanile

Si è svolta nell'aula magna del Palazzo di Giustizia di Palermo l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il Presidente reggente di Corte d'Appello Matteo Frasca nella sua relazione è intervenuto sulla strumentalizzazione che in questi giorni viene fatta intorno ai nomi  di alcuni giudici che hanno fatto la storia della lotta alla mafia per parlare del prossimo referendum sulla Giustizia. " Nel dibattito sul referendum di riforma della Giustizia "si utilizza strumentalmente il nome di Giovanni Falcone, che aveva posto il tema della separazione tra quelli di rilievo nel quadro della diversa professionalità richiesta alla magistratura requirente dal nuovo codice di procedura penale, ancorché, contrariamente a quanto attribuitogli con disinvoltura dai sostenitori della riforma egli non ne fosse stato apodittico sostenitore, ma l'avesse posta all'attenzione degli addetti ai lavori come argomento sul quale confrontarsi, analogamente a quello altrettanto spinoso dell'obbligatorietà dell'azione penale" ha anche detto. "Al tempo stesso - ha aggiunto il presidente Frasca - non si fa neppure menzione del fatto che Paolo Borsellino, eretto a Nume tutelare dall'attuale maggioranza di governo, aveva espresso in modo chiaro e netto la propria contrarietà alla separazione delle carriere qualificandola come una mortificazione dei magistrati del Pubblico Ministero in un discorso tenuto a Marsala l'11 dicembre del 1987. Si è pure arrivati a inserire tra i Padri spirituali della separazione anche Giacomo Matteotti, decontestualizzando il suo pensiero". Quella della separazione delle carriere, ha sottolineato il magistrato, è' una "questione ormai da tempo affrontata con una strumentale attività di disinformazione, tra ricerca frenetica di sponsor illustri, formulazione di slogan tanto suggestivi quanto infondati e trascuratezza del contesto normativo esistente, con un dibattito avvelenato che si inserisce in un contesto comunicativo da tempo inquinato e con uno scadimento inedito del confronto". Tra i temi affrontati negli interventi sono stati trattati anche quelli relativi ai dati sul rispetto dei target Pnrr al tema delle scoperture di organico, fino all’evoluzione delle dinamiche mafiose. In un bilancio complessivo la relazione del Presidente di Corte d'Appello evidenzia l'aumento dei reati scaturiti dalla violenza giovanile. Numeri allarmanti sono stati 1606 i ragazzi segnalati ai servizi sociali: 1448 per la prima volta e 158 già conosciuti. Un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Sono in forte crescita anche i reati sulle donne, i minori a rischio sono sempre più esposti al reclutamento mafioso e si registra un incremento dei reati contro la pubblica amministrazione, quelli informatici e della pedopornografia.

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