Certificazione BIM, facciamo chiarezza: perché un corso non basta

Nel settore delle costruzioni cresce la confusione tra formazione e qualifica professionale. La certificazione BIM non si ottiene con un attestato di frequenza, ma attraverso esperienza documentata, competenze verificate ed esame finale secondo le norme tecniche vigenti. Nel dibattito sempre più acceso sull’innovazione digitale nel mondo delle costruzioni, una delle parole più utilizzate — e spesso fraintese — è “certificazione BIM”. Troppo frequentemente viene confusa con la semplice partecipazione a un corso di formazione. Ma le due cose non sono equivalenti. E non lo sono né sul piano tecnico né su quello normativo.
Il Building Information Modeling (BIM) non è un software, né un attestato appeso in ufficio: è una metodologia strutturata che richiede competenze operative, capacità collaborative e responsabilità professionali ben definite. Un corso di formazione rappresenta certamente un primo passo importante: consente di acquisire conoscenze teoriche e strumenti pratici. Tuttavia, la certificazione delle competenze è un processo molto più articolato. Per ottenere una vera certificazione BIM occorrono: • Esperienza documentata su progetti BIM reali
• Ruolo operativo dimostrabile all’interno dei processi digitali
• Capacità di collaborazione interdisciplinare
• Superamento di un esame strutturato (scritto, pratico e orale) presso un organismo accreditato
Non si tratta quindi di “frequentare”, ma di dimostrare competenza.
Una questione di qualità e responsabilità
Nel contesto degli appalti pubblici e delle nuove regole introdotte dal Codice dei Contratti, la qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici richiede professionalità certificate secondo standard riconosciuti.
La certificazione diventa così uno strumento di garanzia:
• per le amministrazioni pubbliche, che devono assicurare processi digitali tracciabili e conformi;
• per le imprese, che devono dimostrare capacità organizzativa e tecnica;
• per i professionisti, che intendono distinguersi nel mercato con competenze validate da terzi.
Evitare equivoci per tutelare il mercato
La proliferazione di corsi che promettono “certificazioni rapide” rischia di generare un equivoco pericoloso: quello di ridurre un percorso di qualificazione professionale a un semplice attestato di partecipazione.
Fare chiarezza oggi significa tutelare la qualità del settore domani.
Il BIM rappresenta una trasformazione culturale prima ancora che tecnologica. E come ogni trasformazione seria, richiede studio, pratica, verifica e responsabilità.
Un corso è formazione.
La certificazione è competenza dimostrata.
Ludovico Gippetto

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