Concerto dedicato a Johannes Brahms 2 marzo 2026 - Teatro Politeama Garibaldi

Conservatorio Alessandro Scarlatti Concerto dedicato a Johannes Brahms Un appuntamento sinfonico che unisce formazione e grande repertorio 2 marzo 2026 - Teatro Politeama Garibaldi Ingresso libero sino ad esaurimento posti Palermo 27 febbraio. Il Conservatorio Alessandro Scarlatti dedica un nuovo appuntamento alla grande musica sinfonica con un concerto che unisce formazione e repertorio d’eccellenza. Lunedì 2 marzo, alle ore 18.00, al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, sarà protagonista l’Orchestra della Classe di Esercitazioni Orchestrali del Conservatorio, diretta dal Maestro Ottavio Marino. In programma musiche di Johannes Brahms, uno dei massimi protagonisti del sinfonismo europeo.
L'orchestra della Classe di Esercitazioni Orchestrali rappresenta una delle realtà didattiche più significative del Conservatorio di Palermo. La formazione coinvolge gli studenti in un percorso pratico fondamentale per la loro crescita artistica e professionale, offrendo l’opportunità di confrontarsi direttamente con la prassi orchestrale e con le dinamiche del lavoro d’insieme.
Sulla iniziativa interviene il Direttore del Conservatorio A. Scarlatti, M° Mauro Visconti “Questo concerto rappresenta pienamente la missione del Conservatorio Alessandro Scarlatti: coniugare alta formazione e responsabilità culturale verso il territorio. Offrire ai nostri studenti la possibilità di confrontarsi con il grande repertorio sinfonico, in un luogo simbolo della città come il Teatro Politeama Garibaldi, significa accompagnarli in un passaggio fondamentale del loro percorso artistico e professionale. Affrontare Brahms vuol dire misurarsi con una scrittura complessa, densa di visione. Sotto la guida del Maestro Ottavio Marino, i nostri studenti avranno modo di vivere un’esperienza formativa di altissimo livello, che li prepara concretamente al mondo della professione orchestrale. Il Conservatorio non è solo un luogo di studio, ma un presidio culturale attivo, aperto alla città. Eventi come questo rafforzano il legame tra istituzione e comunità, valorizzando il talento dei giovani e contribuendo alla crescita culturale del territorio”. Per il Direttore d’orchestra, M° Ottavio Marino “ho scelto questo programma perché credo che Brahms rappresenti una tappa fondamentale nella formazione di un giovane musicista .La sua scrittura non permette scorciatoie : richiede ascolto profondo ,senso della forma ,responsabilità individuale all’interno di un pensiero collettivo .In prova abbiamo lavorato molto sulla qualità del suono e sulla consapevolezza strutturale: comprendere che ogni dettaglio ha un suo significato e che l’orchestra non è la somma di singole parti ma un organismo vivo che respira insieme .Considero l’orchestra dei miei studenti un laboratorio umano oltre che musicale ,un luogo in cui si impara il rispetto reciproco ,la concentrazione, la capacità di sostenere e di lasciarsi sostenere .Affrontare questo programma significa confrontarsi con tre volti diversi ma profondamente coerenti dello stesso autore .L’Ouverture Accademica ha rappresentato un’occasione per riflettere simbolicamente sul significato della comunità accademica ;le Danze ungheresi ci hanno permesso di esplorare libertà espressive e flessibilità ritmica ;la seconda Sinfonia ci ha impegnati in un lavoro di ascolto reciproco ,di costruzione del suono e di consapevolezza della forma .Brahms ,con la sua straordinaria sintesi di disciplina e passione é stato per noi un maestro ideale .Se questa sera il pubblico percepirà unità ,respiro e passione ,significa che l’orchestra è cresciuta musicalmente ed umanamente”. L’attività dell’orchestra si inserisce nella stagione concertistica dell’istituto, che affianca ai saggi accademici vere e proprie performance aperte al pubblico. I concerti si tengono spesso presso la Sala Sollima e in altri luoghi significativi della città, consolidando il legame tra il Conservatorio e il territorio. Accanto all’orchestra sinfonica, trovano spazio anche ensemble specializzati – come quelli di trombe o sassofoni – a testimonianza della varietà dell’offerta formativa. Brahms rappresenta per la storia della musica uno di quei geni che riassumono un’epoca e fanno sintesi a tal punto da diventare un punto di riferimento di stile e contenuti per i musicisti a seguire. Straordinario e abilissimo contrappuntista riuscì nell’operazione di fondere la grande tradizione polifonica tedesca con la forma classica, all’insegna della nuova sensibilità romantica. La sua forza visionaria lo portò a scavare e a dare nuova linfa al sinfonismo tedesco.
Il programma di questa sera prevede:
L'Ouverture per una festa accademica op.80
Danze ungheresi 7,4 e 1.
Sinfonia n.2 in re maggiore op.73
Allegro ma non troppo
Adagio ma non troppo
Allegretto grazioso quasi andantino
Allegro con spirito
L'Ouverture per una festa accademica op.80 Johannes Brahms termina di comporla nell'estate del 1880; ed è un cadeau musicale quale ringraziamento all'Università di Breslavia, che gli aveva assegnato la laurea honoris causa. La composizione fu portata in pubblico per la prima volta nel gennaio del 1881 e diretta dallo stesso Brahms. Il lavoro dura circa 10 minuti e, pur essendo in un unico movimento, si articola in quattro sezioni con la tonalità di impianto nel Do maggiore che si sposta al Sol maggiore solo nella terza sezione. Il lavoro, dunque, fu scritto come momento occasionale di gratitudine per l’Università che gli aveva conferito il prestigioso titolo di Dottore in filosofia; elemento questo che testimonia quanto nella società e cultura tedesca una figura come Brahms fosse tenuta in considerazione. Pertanto il pezzo, goliardico nelle intenzioni lo è anche per i temi popolari in esso contenuti, e che rappresentano lo spirito cameratesco dei ragazzi che studiano all’Università. Quindi un pot-pourri di temi che disegnano l’atmosfera di una festa; la quale cosa non mancò di irritare i soliti censori benpensanti. Il concepimento della musica, soprattutto dal punto di vista formale, è inusuale per Brahms; ma si giustifica considerando che, piuttosto che sviluppare un discorso musicale elaborativo, si diverte nell’affrontare un discorso semplice e di immediata giocosità. Nondimeno Brahms utilizza l’orchestra a tutto tondo come se si trattasse di una sinfonia vera e propria in cui tutti i dettagli espressivi e di colore vengono considerati. Il risultato è una scorribanda sonora che, soprattutto nel serratissimo finale contrappuntistico col tema studentesco del Gaudeamus igitur, non mancò di ricevere nella storia musicale tedesca un successo oltre ogni aspettativa.
2. Nel 1872 Brahms pubblicò 21 Ungarische Tänze in versione per piano solo ma già a partire dal 1852 Brahms aveva cominciato a scrivere questi pezzi per pianoforte a quattro mani ispirate al folclore ungherese-gitano. Esistono anche le versioni orchestrali (1873) di cui solo una parte (la n. 1 in Sol minore, la n. 3 in Fa maggiore e la n. 10 in Fa maggiore) furono orchestrate con certezza dall’autore. In questo concerto ascolteremo la n. 7 in La maggiore che è stata orchestrata dall’originale per pianoforte in Fa maggiore. Rispetto alle altre due si presenta con un tratto più viennese e contenuto, nell’allegretto iniziale che procede con un ritmo di giocosa disinvoltura, smorzato per un brevissimo momento da un incedere più vivace dove prevale l’uso dei piatti per rientrare infine nel tempo iniziale. La danza n. 4 in Fa diesis minore ci porta nel più primitivo e dionisiaco clima tzigano. Trae spunto dalla melodia Kalocsay Emlék (propriamente danza commemorativa) di N. Mérty, e l'insieme riproduce i contrasti, gli improvvisi scatti di ritmo, le pause e le melodie di un'orchestra zigana. Il pezzo mostra una grande varietà e una forza vitale irresistibile, che a buona ragione rendono questa danza tra le più famose al grande pubblico. La n. 1 in Sol minore fu orchestrata dal maestro tedesco nel 1873 e originariamente per quattro mani concepita nel 1869. Il tempo si sviluppa in 2/4 e alterna momenti di intensa malinconia, ispirandosi a temi della musica zigana ungherese (la Csardas è un ballo tipico ungherese) a esplosioni ritmiche di grande energia e intensità. Si ispira alla Isteni (divina) Czárdás di Särkozy. Normalmente queste composizioni, la cui forma è tripartita (A-B-A), alternano un momento centrale, chiuso fra la esposizione e la ripresa dell’episodio preminente. Quasi sempre le due parti hanno caratteristiche contrastanti, a volte sottolineato e marcato da un diverso carattere ritmico. In questa danza è straordinaria la forza espressiva e l’intensità del tema, a cui si contrappone di volta in volta la leggerezza delle note staccate dei fiati. 3. Brahms scrisse le sue quattro sinfonie nell’arco di circa un decennio a partire dal 1876. Rispetto alla prima, la seconda sinfonia ebbe una gestazione relativamente breve e nel 1877 fu ultimata con la prima esecuzione pubblica avvenuta nel dicembre 1877, al Musikverein di Vienna, con Hans Richter direttore. La caratteristica più evidente dell’intero lavoro è la calma e lo scorrere placido e sereno dei temi, e in questo senso è stata spesso accomunata alla Sesta Sinfonia di Beethoven La Pastorale. Le lettere che Brahms scrive dal luogo di residenza dove lavorava alla stesura della composizione sono intrise di parole che evocano felicità, cordialità e delizia. Infatti il tema bucolico pervade l’intero primo movimento che viene talvolta adombrato da un vento di malinconia, che era tipico della personalità di Brahms il quale rispondeva all’amico e collega Vincenz Lachner di non poterne fare a meno perché la sua era una natura malinconica e che nella vita «ali nere battono costantemente sopra di noi». La cosa che sorprende è come Brahms riesca a utilizzare le cellule tematiche in ogni loro aspetto e potenzialità con una stupefacente abilità contrappuntistica. Nel primo movimento il corno assume una funzione cruciale di colore e di transizione di aree diverse di sviluppo. Lo stesso corno lo troviamo solitario, dopo la prima esposizione, nel secondo movimento Adagio ma non troppo in un affresco di severo raccoglimento. Con il tema iniziale che viene esposto appunto dalla sezione dei violoncelli piuttosto che dai violini. In contrapposizione con i primi due movimenti l’Allegretto grazioso quasi andantino mostra tutta la capacità creatrice, la fantasia intellettuale di Brahms che apre il tema iniziale con l’oboe in una trama di pizzicato affidata alla sezione dei violoncelli, dei clarinetti e dei fagotti. Il quarto movimento in forma sonata Allegro con spirito si riallaccia al primo movimento con un ritmo leggermente alterato. L’intero brano è attraverso da motivi che testimoniano ancora una volta l’amplissima capacità tecnico-compositiva attraverso l’uso di una scrittura sofisticata in cui compaiono strutture a inversione, aumentazione, contrapposizione ritmica e sovrapposizione di strutture polifoniche. L’uso accorto e strabiliante della scrittura dipinge fino alla fine un quadro tumultuoso e festante che non può non coinvolgere l’ascoltatore.
Tutte le info sul nostro sito web: https://conservatoriopalermo.it/

Nessun commento:

Posta un commento