«La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità assoluta – dice il presidente della Regione Renato Schifani – e per questo ci stiamo affidando a istituti di rilevanza scientifica internazionale che, attraverso indagini rigorose e tecnologie avanzate, ci permetteranno di comprendere pienamente il fenomeno. Si tratta di studi complessi che si avvarranno anche della collaborazione di altri enti per analisi dettagliate, per individuare sistemi di sorveglianza ed elaborare proposte e provvedimenti mirati per la tutela del territorio e della popolazione».
Nel dettaglio, l'Ingv effettuerà il monitoraggio geochimico dell'area per verificare la possibile presenza di anomalie di gas crostali, con particolare attenzione al metano, e il monitoraggio geofisico che prevede l'installazione di una rete di stazioni Gnss (Global navigation satellite system) distribuite lungo l'area della frana e nella fascia instabile, al fine di misurare in tempo reale gli spostamenti del suolo e le accelerazioni del movimento. Contemporaneamente l'Ogs effettuerà indagini attraverso l'esecuzione di una prospezione geoelettrica 3D e una prospezione sismica ad alta risoluzione con le quali sarà possibile identificare le caratteristiche del sottosuolo, individuare eventuali piani di scivolamento e definire con maggiore precisione i volumi di terreno coinvolti nel movimento franoso.

Nessun commento:
Posta un commento