L’evento, caratterizzato come ogni anno da un commosso coinvolgimento dei presenti, ha avuto luogo nel sito dell’eccidio, all’incrocio tra via San Pietro e via Domenico Giunta, dove sono state depositate due corone di alloro in omaggio all’eroico Carabiniere.Tra le autorità presenti, oltre ai familiari del decorato, hanno partecipato il Comandante del Gruppo di Palermo, Colonnello Aniello SCHETTINO, la Sindaca di Cinisi, Dott.ssa Vera ABBATE, e diverse autorità civili, militari e religiose.
Significativa la presenza di una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri (sezioni di Carini e Capaci) e di un gruppo di studenti dell’Istituto “Tenente Anania” di Cinisi.
Dopo un solenne momento di preghiera officiato da Don Antonio ORTOLEVA, Arciprete di Cinisi unitamente a Don FALZONE, Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Sicilia”, e la lettura della “Preghiera del Carabiniere”, è stata data lettura della motivazione della ricompensa al valore:
“Di notte in servizio nell’abitato con dipendente Carabiniere per la ricerca di pericolosi malfattori, imbattutosi in una strada angusta con tre di essi, li affrontava coraggiosamente, incurante del grave pericolo cui si esponeva. Fatto segno a breve distanza a colpi di pistola, rispondeva decisamente al fuoco, fino a quando, colpito mortalmente, si abbatteva al suolo, ove poco dopo spirava. Bell’esempio di eroismo e di profonda dedizione al dovere. Cinisi (PA), 16 aprile 1945”.
Toccanti le parole del Colonnello Schettino che, nel suo intervento, ha ringraziato le autorità e tutti i partecipanti, ricordando con commozione la figura del Brigadiere MIGLIORANZI e sottolineando come il suo sacrificio rimanga un faro di legalità e coraggio per l'intera comunità.
Toccanti le parole del Colonnello SCHETTINO che nel suo discorso ha espresso un profondo ringraziamento a tutti i presenti, con un plauso particolare alle associazioni, A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri) e l’Associazione Nazionale Marinai d'Italia, definendoli "autentici testimoni e custodi dei valori che oggi ricordiamo" rammentando, quotidianamente, che essere al servizio del Paese e delle comunità è un dovere morale, che trascende il semplice fatti di indossare un’uniforme.
L’Alto Ufficiale ha evidenziato il ruolo dell'Amministrazione comunale, attiva per i segni tangibili lasciati sul territorio, come l'apposizione della targa e l'intitolazione della strada adiacente alla caserma dedicata alla memoria del Brigadiere MIGLIORANZI. Un passaggio centrale è stato dedicato al legame storico tra la Sicilia e il sacrificio dei servitori dello Stato. Tra i tanti nomi che Palermo è chiamata a ricordare, quello di MIGLIORANZI spicca come uno dei più datati e significativi: veneto di nascita, classe 1917, il Brigadiere decorato rappresentava un'Italia allora geograficamente e culturalmente distante, ma unita dal senso del dovere. " Questo giovane Carabiniere, non ancora sposato, aveva tutta la vita davanti a sé," ha ricordato il Colonnello SCHETTINO e "il dolore per la sua perdita è un lutto che i familiari, giunti per decenni da Villafranca, in provincia di Verona, continuano a portare sulla propria pelle. La loro presenza costante è un ponte umano che unisce il Nord e il Sud nel segno della memoria."
Rivolgendosi ai presenti, il Colonnello ha rimarcato come il ricordo della madre, delle sorelle e di tutti i congiunti sia lo stimolo quotidiano per essere degni di indossare la nostra uniforme.
In un'epoca in cui la convivenza con la criminalità appariva quasi ineluttabile, il Decorato non ebbe scrupoli nel perseguire la giustizia, offrendo un esempio che oggi deve parlare soprattutto alle nuove generazioni. Il sacrificio del Carabiniere eroe rimane un ricordo indelebile, un monito a non piegarsi mai e a onorare, con l'agire quotidiano, chi ha dato la vita per la collettività.
Guerrino MIGLIORANZI, nato il 30 maggio 1917 a Dossobuono di Villafranca (VR), dopo l’arruolamento nell’Arma venne assegnato alla Stazione Carabinieri di Cinisi.
La sera del 16 aprile 1945, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina perpetrata pochi giorni prima nelle campagne limitrofe all’abitato, avuta indicazione di dove si trovasse la refurtiva, unitamente ad altro Carabiniere si incamminò per andare a recuperare il maltolto.
Erano le 21:00 circa, giunti in via Domenico Giunta, all’incrocio con via San Pietro, i due militari scorsero tre individui fermi in atteggiamento sospetto. Intimato l’alt, i malfattori arretrarono nascondendosi a ridosso delle abitazioni da dove uno di essi aprì il fuoco con una pistola esplodendo cinque colpi all’indirizzo del brigadiere, il quale poté appena rispondere con due colpi del proprio moschetto prima di accasciarsi in strada mortalmente ferito. Subito soccorso dal collega, il Brigadiere morì durante il trasporto in caserma.
Nel rapporto giudiziario sull’evento, il Comandante della Stazione dell’epoca, così tratteggia la figura del giovane Brigadiere: “Intelligente, istruito e coraggioso, schiavo del dovere godeva la stima di quanti ebbero l’onore di conoscerlo. Diverse volte il sottoscritto lo aveva pregato di usare più prudenza nel servizio, ma lui rispondeva che la sua vita non gli importava perché voleva togliere dalla società chi la disonorava”.
Il 7 gennaio 1947, per il gesto eroico compiuto al costo della vita, gli venne tributata la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.
“Di notte in servizio nell’abitato con dipendente Carabiniere per la ricerca di pericolosi malfattori, imbattutosi in una strada angusta con tre di essi, li affrontava coraggiosamente, incurante del grave pericolo cui si esponeva. Fatto segno a breve distanza a colpi di pistola, rispondeva decisamente al fuoco, fino a quando, colpito mortalmente, si abbatteva al suolo, ove poco dopo spirava. Bell’esempio di eroismo e di profonda dedizione al dovere. Cinisi (PA), 16 aprile 1945”.
Toccanti le parole del Colonnello Schettino che, nel suo intervento, ha ringraziato le autorità e tutti i partecipanti, ricordando con commozione la figura del Brigadiere MIGLIORANZI e sottolineando come il suo sacrificio rimanga un faro di legalità e coraggio per l'intera comunità.
Toccanti le parole del Colonnello SCHETTINO che nel suo discorso ha espresso un profondo ringraziamento a tutti i presenti, con un plauso particolare alle associazioni, A.N.C. (Associazione Nazionale Carabinieri) e l’Associazione Nazionale Marinai d'Italia, definendoli "autentici testimoni e custodi dei valori che oggi ricordiamo" rammentando, quotidianamente, che essere al servizio del Paese e delle comunità è un dovere morale, che trascende il semplice fatti di indossare un’uniforme.
L’Alto Ufficiale ha evidenziato il ruolo dell'Amministrazione comunale, attiva per i segni tangibili lasciati sul territorio, come l'apposizione della targa e l'intitolazione della strada adiacente alla caserma dedicata alla memoria del Brigadiere MIGLIORANZI. Un passaggio centrale è stato dedicato al legame storico tra la Sicilia e il sacrificio dei servitori dello Stato. Tra i tanti nomi che Palermo è chiamata a ricordare, quello di MIGLIORANZI spicca come uno dei più datati e significativi: veneto di nascita, classe 1917, il Brigadiere decorato rappresentava un'Italia allora geograficamente e culturalmente distante, ma unita dal senso del dovere. " Questo giovane Carabiniere, non ancora sposato, aveva tutta la vita davanti a sé," ha ricordato il Colonnello SCHETTINO e "il dolore per la sua perdita è un lutto che i familiari, giunti per decenni da Villafranca, in provincia di Verona, continuano a portare sulla propria pelle. La loro presenza costante è un ponte umano che unisce il Nord e il Sud nel segno della memoria."
Rivolgendosi ai presenti, il Colonnello ha rimarcato come il ricordo della madre, delle sorelle e di tutti i congiunti sia lo stimolo quotidiano per essere degni di indossare la nostra uniforme.
In un'epoca in cui la convivenza con la criminalità appariva quasi ineluttabile, il Decorato non ebbe scrupoli nel perseguire la giustizia, offrendo un esempio che oggi deve parlare soprattutto alle nuove generazioni. Il sacrificio del Carabiniere eroe rimane un ricordo indelebile, un monito a non piegarsi mai e a onorare, con l'agire quotidiano, chi ha dato la vita per la collettività.
Guerrino MIGLIORANZI, nato il 30 maggio 1917 a Dossobuono di Villafranca (VR), dopo l’arruolamento nell’Arma venne assegnato alla Stazione Carabinieri di Cinisi.
La sera del 16 aprile 1945, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina perpetrata pochi giorni prima nelle campagne limitrofe all’abitato, avuta indicazione di dove si trovasse la refurtiva, unitamente ad altro Carabiniere si incamminò per andare a recuperare il maltolto.
Erano le 21:00 circa, giunti in via Domenico Giunta, all’incrocio con via San Pietro, i due militari scorsero tre individui fermi in atteggiamento sospetto. Intimato l’alt, i malfattori arretrarono nascondendosi a ridosso delle abitazioni da dove uno di essi aprì il fuoco con una pistola esplodendo cinque colpi all’indirizzo del brigadiere, il quale poté appena rispondere con due colpi del proprio moschetto prima di accasciarsi in strada mortalmente ferito. Subito soccorso dal collega, il Brigadiere morì durante il trasporto in caserma.
Nel rapporto giudiziario sull’evento, il Comandante della Stazione dell’epoca, così tratteggia la figura del giovane Brigadiere: “Intelligente, istruito e coraggioso, schiavo del dovere godeva la stima di quanti ebbero l’onore di conoscerlo. Diverse volte il sottoscritto lo aveva pregato di usare più prudenza nel servizio, ma lui rispondeva che la sua vita non gli importava perché voleva togliere dalla società chi la disonorava”.
Il 7 gennaio 1947, per il gesto eroico compiuto al costo della vita, gli venne tributata la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.

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