Al Teatro Jolly di Palermo, dal 6 febbraio all’1 marzo va in scena la nuova scommessa teatrale di Giovanni Nanfa ed Ernesto Maria Ponte, due attori tanto cari al pubblico siciliano. Dice il cavaliere Lo Curto (Nanfa) al ragioniere Russo (Ponte): “Mah! Viri, p’un tubu ca si rumpi, quanti cosi ca s’aggiustanu”. Questa riflessione riassume l’intreccio e il messaggio della commedia brillante in due tempi. Alle sette di un sabato mattina il ragioniere, che abita all’ottavo piano, butta giù dal letto il cavaliere che abita al nono. È scoppiato un tubo, e piove nei bagni e in cucina che diventano inutilizzabili. Che fare? Si cerca una soluzione che riduca i disagi delle due famiglie. Il cavaliere vive con la badante Clelia (Cucco), il ragioniere con la moglie Tiziana (Martilotti) e la suocera Stefania (Blandeburgo). Dopo una divertente trattativa, si arriva ad un compromesso: la famiglia Russo fino a lunedì mattina utilizzerà i servizi di casa Lo Curto.
La convivenza forzata, in apparenza cordiale, produce una serie di imprevisti che disorientano i due nuclei familiari facendo emergere conflitti che mettono a rischio gli equilibri delle due famiglie. Durante lo sviluppo della trama, per la regia dello stesso Ponte e l’aiuto regia di Clelia Cucco, il pubblico viene coinvolto attraverso la graduale scoperta che nulla è come sembra. Il gioco teatrale è agevolato dal consumato mestiere dei due mattatori e dalla duttilità delle attrici che interpretano i loro ruoli caratterizzati da un denominatore comune: le donne decidono e gli uomini ne prendono atto. L’acchiana e scinni tra l’ottavo e il nono piano crea un contesto molto dinamico che contribuisce in modo rilevante all’efficacia delle gag comiche che si succedono. La regia predilige la collaudata strategia di concentrare nel finale gran parte delle sorprese che ogni spettatore smaliziato si aspetta dal fortunato genere della commedia brillante.Orari: 21.15 (venerdì e sabato), 17.00 (sabato 7 febbraio), 17.30 (domenica)
Costo del biglietto: 24 euro

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