LA TRAMA
Una timida donna bussa alla porta di una sagrestia per confessarsi e denunciare tutto quello che accade nel villaggio, dominato da una consorteria femminile in cui, di madre in figlia, si tramandano i poteri delle erbe, ereditati dall’antica medicina spagirica. “Fimmini i fora”, fate e streghe si muovono in uno scenario offuscato da magia bianca e nera, terrorizzando con i loro sortilegi mortali, vendicandosi dei soprusi inflitti da uomini insoddisfatti, prepotenti, che martoriano i loro corpi con fustigazioni sacrificali. Donne, frati, uomini e bambini che, tra pozioni magiche, vane consolazioni religiose e fughe da ambienti opprimenti, si affacciano in un contesto siciliano in cui l’Inquisizione Spagnola impone il conformismo attraverso pratiche di tortura. Tra autodafé, sermo generalis e impotenti soldati, spicca la figura di Ciuridda, una giovane donna alla ricerca della sua verità che, cullata nella fede della Santuzza, diviene protagonista di segreti, bugie e perdoni custoditi nelle sue fragili ossa. La potenza evocativa della scrittura di Giankarim De Caro trasporta il lettore indietro nel tempo, in una delle pagine più buie della storia siciliana.


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