Sicurezza nei cantieri, dalla tragedia alla prevenzione: il BIM come svolta possibile

Dopo l’ennesimo incidente mortale sul lavoro in Sicilia, il Comitato BIM2025Sicilia rilancia: la digitalizzazione dei cantieri e i gemelli virtuali possono prevenire gli infortuni prima che accadano
In Sicilia si continua a morire di lavoro. Non è più solo un’emergenza, ma una costante che attraversa i mesi e scandisce le cronache. L’ultimo drammatico incidente, causato dal crollo di un cestello elevatore, riporta al centro del dibattito un tema troppo spesso affrontato solo dopo le tragedie: la sicurezza nei cantieri.
I numeri parlano chiaro. Secondo i dati forniti dall’INAIL, nel 2025 in Sicilia si sono registrati oltre 27 mila infortuni, con 94 casi mortali. E il 2026 si è aperto con un bilancio già pesante: dodici vittime nei primi mesi dell’anno, a cui si aggiungono migliaia di incidenti denunciati. Un quadro aggravato da un tasso di irregolarità che sfiora l’80%, segno evidente di un sistema che fatica a garantire controlli efficaci e una reale cultura della prevenzione.
In questo scenario, il Comitato BIM2025Sicilia propone un cambio di paradigma che guarda alla tecnologia come strumento concreto di tutela della vita. Non più solo norme e sanzioni, ma prevenzione attiva attraverso la digitalizzazione dei processi edilizi.
Il punto centrale è il Building Information Modeling (BIM), spesso percepito come un’evoluzione tecnica della progettazione, ma in realtà capace di incidere profondamente anche sulla sicurezza. Il BIM consente infatti di creare veri e propri “gemelli digitali” dei cantieri: modelli virtuali nei quali è possibile simulare ogni fase del lavoro prima ancora che venga realizzata.
In questi ambienti digitali, progettisti, imprese e tecnici possono individuare criticità, prevedere interferenze tra lavorazioni diverse e analizzare scenari di rischio che, nella realtà, potrebbero trasformarsi in incidenti. È un approccio radicalmente diverso: non si interviene dopo l’errore, ma si cerca di evitarlo prima che accada.
La simulazione diventa così uno strumento di prevenzione. Un cantiere può essere “provato” in anticipo, testato nelle sue fasi più delicate, corretto nelle sue vulnerabilità. E questo significa ridurre l’improvvisazione, aumentare il controllo e, soprattutto, salvare vite.
In una regione in cui persino il tragitto casa-lavoro rappresenta un rischio, come dimostrano i numerosi incidenti in itinere, pensare a una rivoluzione digitale della sicurezza non è più un’opzione, ma una necessità.
La sfida è aperta. Trasformare il dolore in consapevolezza, le tragedie in cambiamento, la tecnologia in strumento di tutela. Perché dietro ogni numero c’è una vita. E ogni vita persa è un fallimento che non può più essere accettato.
“Non possiamo più permetterci di parlare di sicurezza solo dopo una tragedia – afferma il presidente del Comitato BIM2025Sicilia, Ludovico Gippetto –. Il BIM rappresenta una rivoluzione culturale prima ancora che tecnologica. Grazie ai gemelli digitali possiamo simulare i rischi, formare i lavoratori in ambienti virtuali e prevenire gli errori. La sicurezza deve essere progettata, non rincorsa, paradossalmente siamo in un contesto in cui le risorse economiche non mancano. I bandi pubblici, come quelli promossi dall’INAIL, hanno messo a disposizione milioni di euro per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro. Tuttavia, senza una visione sistemica e senza un investimento deciso nella formazione, questi strumenti rischiano di restare sottoutilizzati. Il nodo resta culturale. La sicurezza è ancora percepita come un costo, un obbligo burocratico, un adempimento da rispettare solo per evitare sanzioni. E invece dovrebbe diventare parte integrante del processo produttivo, sin dalla fase progettuale. È qui che il BIM può fare la differenza-continua Gippetto-. Integrando la sicurezza direttamente nei modelli digitali, ogni scelta progettuale viene valutata anche in funzione dei rischi che comporta. Ogni fase del cantiere viene pianificata con maggiore consapevolezza. Ogni lavoratore può essere formato attraverso simulazioni realistiche”

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