Un momento che unisce tradizioni ma soprattutto mette in evidenza l'aspetto religioso e di devozione. Quest'anno i "festeggiamenti" inizieranno dal 24 aprile per giungere alla fatidica giornata del 3 maggio.
Un aspetto fondamentale come ci ha raccontato il Presidente della Confraternita del SS. Crocifisso , Giuseppe Messina.
Un lavoro iniziato da tempo quello Suo, sin da quando era responsabile del settore giovanile della Confratenita, che ha cercato di mettere, ove fosse necessario, in evidenza quanto sia importante l'aspetto spirituale e religioso di un momento che viene vissuto intensamente dalla comunità monrealese.
Come vi state approcciando emotivamente e spiritualmente a questo momento?
"La confraternita del SS. Crocifisso è molto coinvolta emotivamente e spiritualmente nei preparativi per la ricorrenza del 400° anno “1626-2026”. Infatti, come illustrato nel programma stilato per tale evento, si possono dedurre innumerevoli incontri rivolti alla cittadinanza, prettamente religiosi e attenti anche ai più fragili che non possono essere partecipi personalmente. Attraverso i media, con dirette del novenario visibili sui canali di YouTube e su Facebook dal 24 aprile al 2 maggio, e con la diretta della processione che sarà trasmessa il 3 maggio 2026 dalle ore 10:30.
Emotivamente, con molta tristezza e affetto, siamo anche vicini alle famiglie dei ragazzi coinvolti nella strage del 27 maggio dell’anno scorso, dove hanno perso la vita Andrea, Salvo e Massimo: giovani che abbiamo visto crescere, tra cui due erano anche confrati. Il loro ricordo è sempre nei nostri cuori, ed è un ricordo vivo e doloroso".
La confraternita è composta da un consiglio direttivo e da un’assemblea. Quanto dura in carica un presidente e quanti confrati ne fanno parte?
"La confraternita è composta da un consiglio direttivo: un presidente, un vicepresidente, un segretario, un tesoriere e tre consiglieri.
Il presidente dura in carica tre anni e viene eletto per votazione.
Noi confrati siamo circa 500 uomini. Gli iscritti si distinguono in Professi e Novizi, per essere ammessi al noviziato occorre avere 14 anni e il consenso scritto dei genitori.La vestizione avviene per gradi attraverso il “Rito di Ammissione” da un settore all'altro e si ripete ogni anno il 1° maggio. Dopo un percorso di formazione di quattro anni per i novizi, due per i maggiorenni e il giuramento, i giovani vestiti di bianco partecipano alla processione del 3 maggio, ma non possono portare sulle spalle il fercolo (la vara) che trasporta per le vie di Monreale il nostro “Patruzzu Amurusu”; pertanto, seguono il corteo insieme ai confrati. Il completamento dell’abito votivo, che comprende la tovaglia ricamata con l’immagine del SS. Crocifisso e il nastro rosso, sarà indossato dai giovani soltanto al raggiungimento del diciottesimo anno di età.
Inoltre, all’interno della confraternita ci sono diverse figure: i capi asta, i responsabili di asta, i vice e i collaboratori; gli stendardieri, che aprono la processione portando gli stendardi di quante sono le chiese di Monreale; il suonatore di campana, che dirige l’intera processione. Gli altri confrati mettono a disposizione i loro valori e i loro saperi al servizio della confraternita".
Alla luce della sua esperienza, cosa la guida nel portare avanti questo impegno? Quali sono i valori che lei porta avanti?"Per me è una missione, è un servizio che rendo alla chiesa e alla comunità donando il mio tempo. Inoltre, coordino insieme al direttivo l’organizzazione per la processione del Santissimo Crocifisso e la relativa sinergia che si deve creare tra tutti i fautori, sia religiosi che pubblici, per la buona riuscita dell’evento.
È un essere presente a 360° sia dal punto di vista spirituale che sociale. La confraternita è composta da un numero elevato di confrati e l’organizzazione per gestire tutti gli eventi legati alla festa del 1-2-3 maggio è molto complessa, ma i valori che porto, che portiamo avanti, sono basati su legalità, giustizia e rispetto.
Il nostro compito nel sociale è sensibilizzare i giovani in un momento storico così difficile e di autodistruzione, cercando soprattutto di recuperare quelli più lontani dalla via maestra, divulgando la Fede e la devozione verso il nostro Patruzzu Amurusu.
I valori che portiamo avanti sono anche basati sulla formazione cristiana e umana e su ciò che insegna la parola del Vangelo.
Questi valori mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia. Io sin da ragazzo facevo parte della confraternita: nel settore giovanile, poi sono diventato confrate, ho affiancato il commissario Pietro Maranzano e in seguito sono stato eletto a maggioranza dall’assemblea dei confrati come presidente.
Quest’anno sono stato il portavoce della confraternita all’incontro con il Santo Padre Leone XIV per l’Anno del Giubileo e in tale occasione abbiamo donato la tovaglia ricamata con l’immagine del Santissimo Crocifisso e un fumetto che racconta la storia-leggenda di come il Santissimo Crocifisso liberò Monreale dalla peste.
L’incontro con il Santo Padre è un momento indelebile per me: stringere la mano del Papa, donare la tovaglia che indossiamo con fede e renderlo partecipe della nostra storia. Penso sia un momento storico per la nostra confraternita, condiviso in loco a Roma con il vicepresidente e alcuni consiglieri e confrati".
Un anniversario importante, questi 400 anni: quali sono stati gli appuntamenti principali di un vasto programma che ci vuole raccontare
"Gli eventi sono tanti da elencare; infatti, vi allego la locandina come promemoria degli appuntamenti.
Non bastano le parole per raccontare la celebrazione dei 400 anni.
Ciò che troverete nel programma è solo l’inizio di un anno di festeggiamenti. Infatti, si protrarranno sino al maggio del 2027 e, come è stato comunicato dal Clero e dall’Amministrazione Comunale, sarà un anno di “Indulgenza Plenaria” e Monreale sarà meta di pellegrinaggi sia degli abitanti del luogo sia dei pellegrini".
Come è scritto nell' Inno Corri o Figlio: “Chi disperse il Morbo Rio, che le genti disertò? Fu la croce del tuo Dio, che al tuo sguardo si svelò".
Durante la processione i confrati indossano un abito con i colori bianco e il rosso e il capo è avvolto da un fazzoletto. Può raccontarci il significato di questa tradizione"Come accennato prima, i confrati vestono in abito bianco: pantalone, camicia e scarpe. Sul capo indossano un fazzoletto, anch’esso bianco, in contrasto con la fascia rossa che, insieme alla tovaglia, cinge la vita del confrate. La tovaglia è bianchissima, tranne il ricamo con l’immagine del Santissimo Crocifisso e la scritta “Viva il Santissimo Crocifisso”. Il bianco simboleggia la purificazione e la penitenza, il rosso della fascia il sangue di Gesù Cristo durante la Passione e il Suo amore donato per l’umanità: “Dio ha amato tanto il mondo da donare il suo unico Figlio”.
I confrati partecipano attivamente alla passione e venerazione del Santissimo Crocifisso.
Concludo con una frase da me scritta: “Nel nome del Patruzzu Amurusu, desideriamo camminare forti nella tradizione di fede trasmessaci dai nostri padri, verso un domani, nella certezza che la Croce è l’unica speranza”. – 3 maggio 2025".



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