Concerto Inaugurale della Stagione 2026 con il Coro e dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Palermo

Stagione Concertistica 2026 del Conservatorio Alessandro Scarlatti - Inaugurazione con il Concerto
Del Coro e dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Palermo
Valentina Ingrassia, soprano
Emanuela Prestigiovanni, contralto
Luciano Giambra, tenore
Gaspare Provenzano, basso
Fabio Ciulla, Maestro del Coro
Loris Capister, Direttore
Musiche di Eliodoro Sollima e Gioachino Rossini
Mercoledì 4 febbraio ore 20.30–Sala Grande del Teatro Massimo
Il Conservatorio Alessandro Scarlatti apre la nuova Stagione Concertistica 2026 con un concerto – evento che vede protagonisti il Coro e l’Orchestra Sinfonica diretti dal M° Loris Capister.
Il M° Fabio Ciulla, in veste di maestro del Coro, interverrà assieme ai solisti Valentina Ingrassia (soprano), Emanuela Prestigiovanni (contralto), Luciano Giambra (tenore), Gaspare Provenzano (basso). I solisti, selezionati per l’occasione, sono studenti delle classi di Canto dei docenti Antonina Alessi, Tiziana Arena e Patrizia Gentile. Appuntamento mercoledì 4 febbraio ore 20.30 presso la Sala Grande del Teatro Massimo. Un concerto imperdibile per gli amanti della musica classica, che segna l'inizio di una stagione ricca di appuntamenti di grande qualità all’insegna della musica e della cultura.
La Stagione Concertistica 2026 del Conservatorio Alessandro Scarlatti è la sintesi del percorso didattico-artistico che caratterizza la missione del Conservatorio. Il Concerto d'inaugurazione punta sugli studenti con le musiche di Elidoro Sollima e Gioachino Rossini. La collaborazione tra i docenti e gli studenti è il dato più entusiasmante che caratterizza l’offerta complessiva. Il Conservatorio Scarlatti intende così offrire un ventaglio di proposte musicali variegate e di alto livello, con l'obiettivo di avvicinare alla musica un pubblico sempre più ampio, dando spazio ai propri studenti, eccellenze dell’Istituzione grazie anche al lavoro dei coordinatori, Maestri Nicola Genualdi e Gianfranco Pappalardo.
Sulle attività della Stagione interviene il Vicesindaco del Comune di Palermo, Dott. Gianpiero Cannella, “La cultura e la musica hanno una funzione fondamentale nella nostra società grazie alla essenza che rappresentano e nello specifico nel rapporto con i giovani e la comunità. Per questo, come amministrazione comunale, stiamo lavorando in modo concreto per attivare un Distretto Musicale grazie alla partnership tra i Teatri cittadini, il Conservatorio ed i Licei”.
Mentre il Presidente del Conservatorio, il Dott. Giovanni Angileri, dichiara: “La Stagione concertistica 2026 si configura come un percorso culturale di grande valore, capace di coniugare formazione, produzione artistica e apertura al territorio. Un programma ricco e articolato che intende valorizzare l’eccellenza del nostro Conservatorio, mettendo al centro il lavoro dei docenti e il talento degli studenti, veri protagonisti di un progetto che celebra la musica come linguaggio universale, spazio di crescita e occasione di incontro. Attraverso queste iniziative, il Conservatorio Alessandro Scarlatti rinnova il proprio impegno nella diffusione della cultura musicale in tutte le sue espressioni”.
Per il Direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti, M° Mauro Visconti: “La produzione artistica del nostro Conservatorio è la naturale conseguenza di un’attività didattica efficace. Il connubio tra didattica e produzione rappresenta una delle sfide più stimolanti per il corpo docente. In nessun altro contesto accademico il rapporto docente-studente è così intenso e fecondo sotto il profilo didattico, artistico e umano: una peculiarità che va tutelata, gestita con attenzione e valorizzata. Negli ultimi anni abbiamo ampliato e consolidato le collaborazioni con le principali realtà artistiche, culturali e religiose del territorio. La Stagione concertistica che annualmente proponiamo è frutto di un considerevole impegno didattico, artistico, organizzativo ed economico. Il Conservatorio, a fianco di chi opera nella stessa direzione, si pone a servizio della comunità in una logica di apertura e accoglienza. Vogliamo dare il nostro contributo alla vita culturale del territorio, con la consapevolezza che la nostra missione, anche come forma di “terapia sociale”, è oggi più che mai necessaria e preziosa”.
Inaugurazione Stagione Concertistica 2026
L’inaugurazione della Stagione Concertistica 2026 è affidata al Coro e all’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, formata da docenti, dagli allievi ed ex allievi appositamente selezionati. Appuntamento il 4 febbraio alle ore 20.30 presso la Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo.
I protagonisti, oltre al Coro e all’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, sono i docenti ed allievi del Conservatorio, M° Fabio Ciulla, Maestro del coro e il M° Loris Capister, Direttore dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Alessandro Scarlatti e i solisti Valentina Ingrassia, soprano, Emanuela Prestigiovanni, contralto, Luciano Giambra, tenore, Gaspare Provenzano, basso. Il programma del concerto di inaugurazione prevede musiche di Eliodoro Sollima con uno dei suoi ultimi lavori, Attesa; e la Petite Messe Solennelle di Rossini. Il numero XI della messa di Rossini, originariamente per Armonium solista, è stato orchestrato dal M° Fabio Correnti e durante il concerto inaugurale, verrà proposta questa versione. Inoltre, del compositore palermitano, il Conservatorio ricorda anche il suo impegno civile con una composizione che guarda alla pace dell’uomo verso l’uomo pur nell’intenzione denunciatrice verso la pena di morte. Pezzo di profonda umanità che in raccolta preghiera si lega alla Messa di Rossini in una sorta di riconciliazione interiore tra fede, umanità ed arte. Il tema della pace dell’anima nel lavoro di Rossini emerge soprattutto in sezioni come il Kyrie e l’Agnus Dei, dove si percepisce un desiderio di quiete e di redenzione universale. Tematiche molto attuali sulle quali ognuno può riflettere grazie al verbo della musica.
Eliodoro Sollima (Marsala, 1926 – Palermo, 2000)
Attesa
per 2 corni, pianoforte concertante, archi e percussioni.
Eliodoro Sollima ha rappresentato per la storia musicale siciliana del dopoguerra un indiscusso punto di riferimento e, per la qualità della prolifica produzione, una figura artistica capace di mantenere il rigore stilistico per cui si era contraddistinto. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della sua nascita e il Conservatorio lo ricorda con una delle sue ultime composizioni. Sollima scrive Attesa nel 1997/98, in memoriam dell’americano Joseph O’Dell condannato a morte. L’idea matura in quel turbamento collettivo provocato dal dibattito sulla pena di morte, che a Palermo soprattutto era in corso. In quegli anni il sindaco Orlando si intesta una battaglia di civiltà contro la pena capitale, sottoscritta da numerosi intellettuali, volta a salvare la vita del condannato. L’esecuzione arriva tuttavia nel 1997 e la salma verrà trasferita e tumulata a Palermo per volere dell’allora consiglio comunale.
«Attesa … vuole evocare la convulsa sequenza di… emozioni che tormentano le ultime ore di vita del condannato», scrive Sollima. Il brano si sviluppa in un unico movimento con sezioni che si fanno più nervose in contrasto ad altre più calme. L’apertura con le terzine per moto contrario in archi e pianoforte alludono a un’irrequietezza spezzata dalla gelida dissonanza dei corni, accompagnati da un sinistro gesto di tamburo cui si innesta il pianoforte in funzione sia armonica che percussiva. Il pensiero dell’approssimarsi della morte è reso come luce calma nella sezione Largo finale che procede sincrono in una struttura quasi innodica. L’ultimo sistema della partitura presenta lo stesso inciso melodico in diverse figurazioni ritmiche e, come vuole e scrive l’autore, «il direttore resta a lungo fermo per sottolineare una fine…quale fine».
Sollima visse ora da protagonista ora da scettico osservatore i frenetici periodi di trasformazione del secondo serialismo di impronta bouleziana. Come diceva Paul Griffiths, dopo la guerra la musica e l’arte erano come un treno scagliato a folle velocità e chi non vi saliva ne rimaneva tagliato fuori. Sollima su quel treno salì per brevi o lunghi momenti e in ogni caso decise in assoluta autonomia quando scendere e camminare a misura d’uomo. Quella misura era la cosa più naturale che gli apparteneva, cioè il canto inteso come rispetto della tradizione più alta di cui si sentiva parte.
Gioachino Rossini (Pesaro 1792 – Passy 1868)
Petite messe solennelle
- Kyrie (soli e coro)
- Gloria (soli e coro)
- Gratias (contralto, tenore e basso)
- Domine Deus (tenore)
- Qui tollis(soprano e contralto)
- Quoniam(basso)
- CumScancto Spiritu (soli e coro)
- Credo (soli e coro)
- Crucifixus(soprano)
- Et resurrexit(soli e coro)
- Preludio religioso - Offertorio
- Sanctus (soli e coro)
- O salutari Hostia (soprano)
- Agnus Dei (contralto e coro)
Gioachino Rossini scrisse la Petite messe solennelle nel 1863 per essere eseguita l’anno successivo in una casa privata a Parigi; certo non proprio Petite considerando che il pezzo dura oltre 90 minuti e comprende soli e coro. Il brano venne originariamente concepito con l’accompagnamento strumentale di harmonium e due pianoforti. La seconda versione, quella orchestrale, viene realizzata nel 1867; e nell’esecuzione di questa sera con la variante del Preludio religioso orchestrato dal M° Fabio Correnti.
Questo «ultimo peccato mortale della mia vecchiaia», come diceva Rossini della Messa, è un capolavoro di straordinaria sapienza musicale nonché di profonda conoscenza della polifonia bachiana. L’opera si colloca in un momento storico in cui il linguaggio musicale europeo stava attraversando profonde trasformazioni, e in questo contesto la Petite messe appare volutamente inattuale. Rossini guarda indietro, non solo alla tradizione della polifonia sacra ma anche a un’idea di classicismo formale che l’Europa musicale stava progressivamente abbandonando. In un’epoca in cui la musica sacra tende all’amplificazione monumentale, Rossini riduce lo spazio sonoro, trasformando la liturgia in un rito privato. Evita inoltre le arditezze cromatiche e le dilatazioni formali tipiche del romanticismo mitteleuropeo. Predilige una scrittura trasparente, equilibrata, in cui il contrappunto è presente ma mai esibito come esercizio intellettuale. La sua musica sacra si pone come alternativa al modello filosofico tedesco, riaffermando in questo senso il primato della melodia e dell’eleganza formale. Il maestro pesarese sa di scrivere fuori tempo e gioca con questa condizione, rivelando un atteggiamento moderno, disincantato, distante, tanto dal fervore romantico quanto dal dogmatismo accademico. Rossini riafferma in questo lavoro l’identità della tradizione belcantistica italiana come un testamento estetico dove la fede si misura con lo stile: la sacralità non nasce dalla grandiosità, ma dalla chiarezza del discorso musicale e dalla cantabilità della linea vocale.
Valentina Ingrassia nasce a Palermo nel 1998. Consegue la laurea di I livello in Canto lirico con il massimo dei voti, presso il Conservatorio di Palermo sotto la guida del M° Tiziana Arena. Si sta perfezionando al biennio presso lo stesso Conservatorio. Ha collaborato con il Teatro Massimo e il Teatro Biondo di Palermo prendendo parte a produzioni operistiche e concertistiche. Nel 2024 è stata scritturata come artista del coro per la Turandot del Teatro Massimo e ha partecipato a diversi concorsi nazionali e internazionali. Tra i più recenti il Tommaso Traetta di Bitonto e il Premio Abbado di Palermo.
Emanuela Prestigiovanni si forma come pianista e successivamente come cantante lirica presso il Conservatorio di Palermo dove consegue il Diploma accademico di I livello in Canto lirico con il massimo dei voti, proseguendo attualmente la propria formazione sotto la guida del M° Antonina Alessi. Svolge un’intensa attività concertistica e operistica, esibendosi sia come solista che in ambito sinfonico-corale; tra le esecuzioni di rilievo figura il Requiem di Mozart, interpretato come solista. Collabora con importanti istituzioni musicali siciliane, tra cui la FOSS e il Luglio Musicale Trapanese. Nel 2025 debutta come solista al Politeama Garibaldi di Palermo nell’opera Colui che dice sì e colui che dice no di Kurt Weill.
Luciano Giambra studia canto con il M° Tiziana Arena al Conservatorio diPalermo. Si perfeziona con i maestri De Lisi, Cosotti, Mazzucato, De Vivo eCorbelli. Il suo repertorio spazia dall’opera al sacro con esecuzioni di Mozart,Bach e Crapisi.Interpreta Fenton in Falstaff e Don Chisciotte per il Teatro Massimo, Gherardoin Gianni Schicchi per il Teatro Romano di Fiesole, Ferrando in Così fantutte per la Fondazione Orquestra do Centro di Coimbra e Francesco Melzi nell’Ebrezza del volo in occasione dell’Expo 2025 di Osaka. Il prossimo marzodebutterà al Politeama Garibaldi di Palermo nel Piccolo spazzacaminodi Britten.
Gaspare Provenzano è allievo del M° Patrizia Gentile. Vincitore del XI concorsolirico internazionale Simone Alaimo per il ruolo di Figaro. Ha ancheinterpretato Haly nell’Italiana in Algeri di Gioacchino Rossini nel corso delXX concorso lirico internazionale Giuseppe Di Stefano. Ha debuttato al TeatroDi Stefano nella scorsa edizione del Luglio Musicale Trapanese.
Fabio Ciulla studia Pianoforte, Musica corale e Direzione di coro. Da oltretrenta anni è attivo come pianista, maestro di coro, compositore e direttore.Ha al suo attivo diverse incisioni discografiche. Ha svolto attività artisticain Italia, Austria, Canada, Corea del Sud, Cina, Finlandia, Francia, Germania,Malta, Portogallo, Spagna. Svizzera e Usa. È fondatore e direttore dei gruppivocali Les Femmes à la Rose ed Eufonia. Ha collaborato con i più importantiteatri siciliani e con alcune delle più prestigiose fondazioni musicali delpanorama mondiale. Da diversi anni collabora con importanti istituzioni musicali cinesi. Svolge attività didattica presso il Conservatorio di Palermo.
Loris Capister è un compositore e direttore d’orchestra ordinario di Composizioneal Conservatorio di Palermo. Diverse sono le pubbliche esecuzionidi suoi brani per orchestra e solistici in Italia e all’estero.Sue pubblicazioni sono edite da Edipan e Sonzogno. Ha diretto diverse orchestresinfoniche tra cui I Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra sinfonica siciliana e l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo.
Orchestra sinfonica del Conservatorio di Palermo Fondata da Carmelo Caruso, nasce con lo scopo di favorire la pratica orchestrale e costituisce un punto di riferimento per gli studenti dei corsi di Direzione d’orchestra e Composizione. Svolge un’intensa attività concertistica anche come ospite di rassegne e festival promossi in Sicilia. Ha eseguito la riedizione della Messa da Requiem di Pietro Platania (in collaborazione con Orchestra del Mediterraneo e Cims) e il Rigoletto registrato a Taormina dalla Rai. Svolge attività di ricerca e valorizzazione del patrimonio musicale custodito nella biblioteca del Conservatorio.

Nessun commento:

Posta un commento