Il libro
Un’opera rivolta a chi la Sicilia la disprezza, la minimizza, la relega al perenne stato di degrado autoinflitto: tra i due estremi, spesso complementari, esiste una strada alternativa, composta proprio dai frammenti di realtà raccontati nel testo, al di là di ogni stereotipo, pregiudizio o campanilismo.
Per i catastrofisti la Sicilia è destinata a precipitare nell'abisso, quasi per esito di una condizione antropologica e di una condanna storica. All'opposto gli "amici della madama" si adagiano sulla pretesa immutabilità dell'isola: "munnu a' statu e munnu è"; salvo poi trarne il massimo profitto per sé ed i propri assistiti. Entrambi sono afflitti da un'intollerabile pigrizia intellettuale: si consolano a vicenda e, per certi aspetti, risultano complementari.
L'autore ha scelto di confrontarsi con l'intelligenza artificiale, che ha utilizzato in modo trasparente e dando conto delle modalità di realizzazione del progetto. La Sicilia avrà un futuro se a decidere non saranno le lobby e gli interessi costituiti, ma le donne e gli uomini che nell'isola vogliono costruire la propria esistenza.
L’autore
Franco Garufi (Catania, 1951) è un ex dirigente sindacale della CGIL: ha ricoperto incarichi in Sicilia e a livello nazionale. Attualmente collabora con il Centro Studi Pio La Torre.
È anche un autore prolifico: tra i suoi titoli, Una finestra al quarto piano. La CGIL e il Mezzogiorno (2012, con Andrea Montagni e Frida Nacinovich) e La sinistra italiana e il dilemma dei porcospini (2021).

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