L’“Ave Maria” di Bartolomeo Cosenza incanta l’Austria: da Weißenkirchen alla diretta nazionale su ORF III

WEIẞENKIRCHEN IN DER WACHAU – La musica sacra contemporanea parla siciliano nel cuore della Bassa Austria. La comunità di Weißenkirchen in der Wachau è stata recentemente testimone di due momenti liturgici di rara intensità, legati dal filo rosso dell’“Ave Maria” composta dal maestro palermitano Bartolomeo Cosenza. Un’opera che ha saputo farsi preghiera, unendo la tradizione devozionale di Palermo alle solenni navate della parrocchiale di Maria Assunta.
Un ponte spirituale tra San Sebastiano e Santa Rosalia
Il primo tributo all'opera di Cosenza ha avuto luogo il 18 gennaio 2026, durante i festeggiamenti per San Sebastiano. In un’atmosfera di profondo raccoglimento, il soprano Nadiia Slavinska, accompagnata all’organo da Olcha Chubay, ha offerto un’interpretazione magistrale della composizione.
Il brano, caratterizzato da un lirismo ampio e una raffinata tensione espressiva, ha creato un suggestivo parallelismo agiografico: se San Sebastiano è il protettore contro le epidemie per la comunità austriaca, la sua celebrazione ha richiamato idealmente la figura di Santa Rosalia, la "Santuzza" di Palermo. Un legame simbolico che l'esecuzione musicale ha saputo esaltare, trasformando la liturgia in un momento di autentica commozione collettiva alla presenza del Pfarrmoderator Mag. Przemyslaw Kocjan e del sindaco Christian Geppner, che ha lodato l'alto profilo artistico dell'evento.
Dalla parrocchia al grande pubblico: il successo su ORF III
Il successo della composizione ha trovato la sua consacrazione definitiva il 1° febbraio 2026. La Messa domenicale, celebrata nuovamente nella chiesa di Maria Assunta, è stata infatti scelta dalla televisione pubblica austriaca ORF III per la diretta nazionale.
Grazie alla potenza del mezzo televisivo, l’interpretazione del duo Slavinska-Chubay ha valicato i confini della Wachau, portando le note di Cosenza nelle case di migliaia di telespettatori in tutta l'Austria. La scelta di inserire un brano contemporaneo in un contesto così prestigioso sottolinea la vitalità del repertorio sacro attuale e la capacità della musica di farsi linguaggio universale.
La musica come testimonianza
Sotto la supervisione del direttore del coro Manfred Gansberger, queste due celebrazioni hanno dimostrato come l'arte possa ancora oggi essere il pilastro della fede moderna. L'“Ave Maria” di Bartolomeo Cosenza non è rimasta un semplice esercizio di stile, ma è diventata una testimonianza pubblica di come la creatività italiana continui a fecondare i centri della cultura europea, emozionando un pubblico vasto e diversificato, ben oltre i confini della singola parrocchia.

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