Ceneri vulcaniche, Colianni: «Decreto attuativo trasforma problema in risorsa, presto misure per incentivare la filiera produttiva»

«Vogliamo promuovere l’attività dell’assessorato regionale e informare Comuni e aziende della possibilità di tramutare un problema in opportunità. Abbiamo predisposto le regole, con uno standard chiaro, per il riuso della cenere vulcanica che da rifiuto diventa risorsa. Lavoreremo anche a mettere in campo misure economiche a sostegno delle aziende interessate, per incentivare la creazione di una vera e propria filiera. Per chiudere il ciclo finalizzato al reimpiego, pensiamo a un albo di imprese specializzate, da costruire con i Comuni, per i quali la raccolta e lo smaltimento di questo materiale naturale sono stati sinora solo un costo, spesso non indifferente».
Lo ha detto l’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni, questa mattina in occasione del convegno tecnico-scientifico "Riutilizzo sostenibile delle ceneri vulcaniche dell’Etna - CeVEtna" al Palazzo della Regione di Catania. L’iniziativa è promossa dal dipartimento regionale Acque e rifiuti (Dar) e dal dipartimento di Ingegneria civile e architettura (Dicar) dell’Università di Catania ed è stata curata da Bernardo Agrò, dirigente dell'area Programmazione fondi europei e referente scientifico del Dar. Sono intervenuti, tra gli altri, il vice direttore del Dicar Gianluca Cicala, il dirigente generale del Dar Arturo Vallone, il consulente tecnico dell’assessorato Giuseppe Compagnone, il sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino, il presidente del Parco dell’Etna Massimiliano Giammusso, deputati regionali, primi cittadini e rappresentanti dei Comuni del territorio, dell’Ingv, di Confcommercio e Confindustria, dirigenti e tecnici regionali e universitari, gli ordini professionali e le imprese coinvolte negli studi tecnico-scientifici. «Entro il 2035 non potremo più conferire nelle discariche oltre una soglia del 10% dei rifiuti - ha aggiunto Colianni - e il governo Schifani è impegnato per raggiungere questo obiettivo. Stiamo lavorando, assieme all'Ufficio speciale istituito dal presidente della Regione, per mettere in campo una misura da 147 milioni del Fesr, dedicata alle piattaforme sul riuso e sul riciclo. Grazie al decreto attuativo n. 8/GAB del 22 febbraio 2024, contenente le "Linee guida finalizzata al riutilizzo delle ceneri vulcaniche all’interno di cicli produttivi", anche questo materiale potrà essere riutilizzato in agricoltura e nel comparto edilizio, alleggerendo costi e procedure di smaltimento. Su questo tema informiamo e ci confrontiamo con gli enti locali e con il mondo produttivo, con un’azione di stimolo, di lavoro comune e successivamente anche di verifica dell’attuazione, tramite Arpa. Questo è il percorso che ci consentirà di portare la Sicilia in una dimensione europea, in linea con la politica del Green Deal». «Le attività di ricerca condotte sulla cenere vulcanica dal nostro dipartimento, col gruppo guidato dalla professoressa Contrafatto e dal professore Roccaro - ha aggiunto Gianluca Cicala, vice direttore del Dicar dell'Università di Catania - hanno riguardato in gran parte i materiali per l'edilizia, ma abbiamo avuto proficui colloqui con aziende attive nell'ambito dei bitumi e anche di altri nuovi tipi di produzioni, per esempio, le fibre di basalto che ormai si stanno affermando nel mondo dei compositi come fibre green in sostituzione della vetroresina. La filiera è già abbastanza completa, ci sono già realtà importanti che credono in questo prodotto e stanno investendo, gli attori istituzionali possono favorire questo processo con incentivi o con normative, come questo decreto di attuazione, che vanno nella direzione di trasformare le ceneri in una risorsa da impiegare in prodotti ad alto valore aggiunto, capaci di generare modelli di business innovativo». «Questo decreto - ha sottolineato il sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino - va finalmente va nella direzione che auspicavamo, individuando quali possano essere le destinazioni delle ceneri e, pertanto, consentendo un risparmio sui costi di smaltimento non indifferenti che i Comuni hanno dovuto sostenere. Dobbiamo ancora affinare alcune strategie per quanto riguarda, per esempio, la raccolta, ma intanto è un primo importantissimo passo che attendevamo da tempo». Il presidente del Parco dell'Etna, Massimiliano Giammusso, ha dato la disponibilità dell'ente a farsi promotore della misura verso le amministrazioni locali i cui territori rientrano nell'area protetta.

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