Emigrazione, Tomarchio (FI): "Serve una svolta. Ecco le mie proposte per far tornare i siciliani a vivere in Sicilia"

Una ferita aperta per l'isola: ogni anno 20.000 persone lasciano la Sicilia, soprattutto giovani under 35 con un alto livello di formazione. Il 70% di loro si sposta verso il centro-nord Italia, il 30% sceglie l'estero. Attualmente, i siciliani residenti fuori dai confini regionali sono 844.000. Un esodo che oltre ad avere un grandissimo costo umano e sociale, ha anche un grande impatto sull’economia con una stima di miliardi persi in termini di PIL.
Del fenomeno dell’emigrazione dei “cervelli” siciliani in altre regioni o all’estero e delle sue drammatiche conseguenze si è parlato ieri pomeriggio a Catania nel corso dell'iniziativa "La Finanziaria dei Siciliani", promossa dal deputato regionale di Forza Italia, Salvo Tomarchio, per illustrare un pacchetto di proposte normative pensate per invertire la rotta.
L’incontro ha preso le mosse dai risultati positivi raggiunti dal governo Schifani in ambito economico e occupazionale, illustrati dall’Assessore regionale all’economia Dagnino. Per il componente della Giunta Schifani, “la Sicilia è oggi leader nazionale per la crescita del PIL e per l'incremento dell'occupazione, superando le medie italiane. Una gestione virtuosa del bilancio ha portato la regione dal deficit al surplus, con una significativa riduzione del debito e il raggiungimento del rating "investment grade" da parte delle principali agenzie internazionali. Un risultato che certifica una solida rinascita economica e una rinnovata credibilità istituzionale.”
Questi dati sono alla base del pacchetto di proposte che Salvo Tomarchio ha presentato alla platea, davanti al Presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, a rappresentanti degli enti locali, fra cui il sindaco Trantino, del mondo imprenditoriale e delle categorie produttive, rappresentato dalla Presidente di Confindustria Catania Maria Cristina Busi. Questo pacchetto, denominato “Progetto RI-SICILIA", contiene alcune proposte per dare ulteriore slancio alle politiche economiche, aumentare l’occupazione, stimolare gli investimenti in Sicilia, favorire il rientro dei cervelli e attirare nuovi capitali. Tra le misure principali proposte: sgravi contributivi di 10.000 euro per tre anni per le aziende che assumono a tempo indeterminato siciliani rientrati dall'estero o da altre regioni; un piano per il rientro dei giovani laureati con rimborso delle tasse, bonus da 10.000 euro e credito d'imposta al 50% per chi avvia una start-up o apre una partita iva; la creazione di uno sportello unico digitale per azzerare la burocrazia; asili nido gratuiti per conciliare lavoro e famiglia; sfruttamento della "super ZES" con tassazione agevolata sul modello Portogallo per attrarre investimenti privati e creare almeno 20.000 nuovi posti di lavoro all'anno. Per Tomarchio, “la Sicilia non può più permettersi l'emigrazione di decine e decine di migliaia di giovani e meno giovani", ha dichiarato Tomarchio. "Queste risorse umane, professionali e sociali devono tornare ad essere patrimonio della nostra terra. Abbiamo gettato le basi con il governo Schifani per una Sicilia che cresce e che torna credibile. Ora dobbiamo compiere il salto di qualità: fare in modo che questa terra torni ad essere accogliente per tutti dal punto di vista economico, così come lo è dal punto di vista umano. Le mie proposte vanno in questa direzione: dare ai siciliani una ragione concreta per restare o per tornare".

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