Il violoncellista Giovanni Gnocchi ha debuttato come solista all’Hong Kong Arts Festival in un concerto con Yo-Yo Ma e nel corso della sua carriera si è esibito come solista con importanti orchestre e sotto la direzione di direttori quali Gustavo Dudamel, Christopher Hogwood e Carlo Rizzi, in sale e festival internazionali tra cui il Wiener Konzerthaus, la Mozart-Woche di Salisburgo e il Beethovenfest di Bonn. Apprezzato anche come camerista, ha collaborato con musicisti come Martha Argerich, Mischa Maisky, Leonidas Kavakos e Mario Brunello, partecipando a festival come il Verbier Festival e il Lucerne Festival. Vincitore di importanti concorsi internazionali, è stato primo violoncello della Camerata Salzburg e dal 2013 è professore di violoncello presso l’Universität Mozarteum di Salisburgo, città dove risiede. Alessandro Stella è un pianista e produttore italiano. Nel 2020 ha fondato l’etichetta discografica Extended Place e dal 2023 è membro votante della Recording Academy e della Latin Recording Academy. Si è esibito in numerose città in Italia, Europa e America Latina ed è stato ospite di importanti festival internazionali come il Martha Argerich Project e il Klavier-Festival Ruhr. Ha suonato in prestigiose sale da concerto e teatri, tra cui l’Auditorio Stelio Molo di Lugano, l’Herkulessaal di Monaco, la Salle Rameau di Lione, il Teatro Coliseo di Buenos Aires e il Zentrum Paul Klee di Berna. In Italia collabora con istituzioni e festival quali Accademia Chigiana, Accademia Filarmonica Romana, Amici della Musica di Palermo, IUC, Unione Musicale e Trame Sonore. Le sue registrazioni, pubblicate da Extended Place, Artalinna, Kha, Stradivarius e Warner Classics, hanno ottenuto importanti riconoscimenti della critica internazionale. Accanto all’attività solistica, è molto attivo nella musica da camera e collabora con numerosi musicisti internazionali. Ad aprire il concerto per il pubblico degli Amici della Musica sono le Four Pieces for Cello and Piano di Frank Bridge, una raccolta di brevi pagine che riflettono l’eleganza e la raffinatezza della scuola inglese di inizio Novecento. Compositore e violista di grande sensibilità, Bridge costruisce qui un ciclo di miniature caratterizzate da una scrittura morbida e cantabile. La Berceuse introduce un clima sospeso e contemplativo, mentre la Serenade offre un momento più disteso e luminoso. L’Élégie approfondisce la dimensione lirica con accenti più intensi e meditativi, mentre la Cradle Song conclude con una dolcezza quasi domestica, dove il violoncello canta con naturalezza sostenuto da un pianoforte discreto e avvolgente. Il rapporto tra Bridge e il suo allievo più celebre, Benjamin Britten, trova una significativa eco nella Sonata in Do maggiore per violoncello e pianoforte op. 65. Scritta nel 1961 per il grande violoncellista Mstislav Rostropovič, l’opera è uno dei vertici del repertorio novecentesco per questa formazione. I cinque movimenti delineano un percorso ricco di contrasti: il Dialogo iniziale mette subito in evidenza il confronto serrato tra i due strumenti; lo Scherzo introduce un gioco ritmico agile e brillante; l’Elegia si apre invece a una dimensione più contemplativa, sospesa e intensamente espressiva. La Marcia, dal carattere ironico e quasi grottesco, prepara il terreno al travolgente Moto perpetuo conclusivo, dove virtuosismo e tensione ritmica conducono a un finale di grande energia. Il programma si sposta quindi verso la Russia con due brevi pagine di Aleksandr Skrjabin, figura centrale del simbolismo musicale russo. Il Poème op. 32 n. 1 e la Romance rivelano la dimensione più lirica e introspettiva del compositore: brevi meditazioni sonore in cui il pianoforte dispiega armonie ricche e sfumate, mentre il violoncello ne amplifica la tensione emotiva con un canto intenso e flessibile. Chiude il concerto la Sonata in Re minore op. 40 di Dmitri Shostakovich, una delle opere cameristiche più importanti del compositore. Scritta nel 1934, in un momento complesso della sua carriera, la sonata unisce rigore formale e forte espressività. Il primo movimento (Allegro non troppo) alterna slanci lirici e tensioni più inquietanti; l’Allegro successivo ha un carattere più incisivo e ironico, con ritmi serrati e dialoghi taglienti tra i due strumenti. Il Largo rappresenta il cuore emotivo dell’opera, con un canto intenso e profondamente meditativo affidato al violoncello. L’ultimo movimento (Allegro) riporta energia e dinamismo, chiudendo la sonata con una scrittura brillante e incisiva che ribadisce la straordinaria forza espressiva del linguaggio di Shostakovich. I biglietti del concerto, da 8 a 20 euro, sono acquistabili al Box Office di via Mariano Stabile 233 (tel. 091335566, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.00 alle 19.30), sul sito www.amicidellamusicapalermo.net, nel circuito online e nei punti vendita TicketOne.
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Il 9 marzo agli Amici della Musica Inghilterra e Russia a confronto con le musiche di Britten, Bridge, Skrjabin, Shostakovich
Un arco musicale che attraversa alcuni dei principali centri della cultura europea tra la fine dell’Ottocento e il Novecento con protagoniste le musiche di Britten, Bridge, Skrjabin, Shostakovich affidate all’interpretazione di uno dei più affermati violoncellisti italiani, Giovanni Gnocchi, che agli Amici della Musica si esibirà lunedì 9 marzo alle 20.45 al Politeama Garibaldi in duo con il pianista Alessandro Stella. Violoncello e pianoforte diventano così i protagonisti di un percorso che alterna miniature liriche e ampie forme sonatistiche, tra intimità espressiva e tensione drammatica, mettendo a confronto la cultura musicale inglese con quella russa.
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