Da anni i residenti chiedono l’abbattimento del muro e del cancello su via Uditore, ipotesi alla quale si è opposta proprio la cooperativa sociale che oggi gestisce il parco. A questo si aggiungono le continue segnalazioni di utenti costretti a tornare indietro perché il cancello risulta chiuso nelle pause pranzo, nella giornata di lunedì e nei giorni festivi. Negli anni, inoltre, si sono registrate concessioni arbitrarie di spazi destinate soltanto ad alcune palestre vicine alla gestione.
È evidente un malumore diffuso tra i residenti rispetto a una gestione troppo patronale di uno spazio che, invece, è pubblico — afferma Andrea Aiello, presidente della V Circoscrizione —. Per questo oggi è necessario fare chiarezza. Il punto non è soltanto stabilire se il parco debba restare aperto: il punto è capire come debba esserlo, con quali regole, con quale visione e soprattutto nell’interesse di chi.
Parco Uditore deve tornare pienamente nella gestione della città. Il Comune si attivi immediatamente per definire, insieme alla Regione, un protocollo che consenta di ricondurre quest’area verde all’interno di una gestione pubblica ordinaria. In questi anni di mia presidenza posso affermare che la cooperativa non ha agito in sinergia con il territorio e con le associazioni presenti e non risultano attività di particolare rilievo, se non una gestione ordinaria che, peraltro, si è dimostrata inadeguata rispetto alle potenzialità e al ruolo del parco.
Ho avuto notizia di ingenti finanziamenti erogati negli ultimi anni. Per questo ritengo doveroso chiedere in forza di quale contratto di servizio tali risorse siano state assegnate, quali obblighi gravassero sulla cooperativa, quali servizi siano stati realmente erogati e in che modo siano state spese le somme ricevute.
Se la cooperativa, come sembra, non è più in grado di gestire questo spazio, ciò non può e non deve significare la chiusura del parco. Significa, al contrario, che è arrivato il momento di trattare Parco Uditore come le altre ville cittadine — Villa Giulia, Villa Trabia, Giardino Inglese — affidando questa area alla gestione comunale, come è normale che sia per un bene che appartiene a tutti.
La periferia non è una città di serie B. E così come il Comune gestisce le ville del centro, deve e può prendersi cura anche di Parco Uditore che, ricordo, è oggi la più grande area verde pubblica all’interno della città. Il parco non può e non deve diventare una rendita di posizione per nessuno, né essere considerato, come qualcuno avrebbe detto in questi anni, ‘una mucca da spremere’. Il parco è dei cittadini:

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