Il progetto ha coinvolto 18 studenti delle classi quinte dell'indirizzo informatico dell’IISS “A.Volta”, guidati dalla dirigente scolastica Katia Tumbarello. Il percorso è stato progettato e coordinato dalla referente dell'Istituto scolastico Laura Guccione e dalla responsabile del Servizio Sociale ospedaliero Graziella Sabatino, con l'obiettivo di avvicinare i giovani a una realtà sanitaria e sociale di grande rilevanza.
Un percorso formativo concreto
Gli studenti hanno visitato il Pronto Soccorso del P.O. Villa Sofia, inclusi la sala visite, la sala triage e lo spazio dedicato all'accoglienza delle donne vittime di violenza. Il personale del Servizio Sociale e del Pronto Soccorso ha illustrato le procedure di presa in carico socio-sanitaria adottate dall'Azienda a tutela delle donne e dei minori.
La formazione teorica — curata da Graziella Sabatino e da Tiziana Maniscalchi, responsabile dell'UOC Medicina e Chirurgia d'Accettazione e d'Urgenza (MCAU) — ha approfondito la rete territoriale antiviolenza, i servizi disponibili sul territorio e l'organizzazione ospedaliera nel suo complesso. Un lavoro pensato per stimolare negli studenti riflessioni utili alla fase creativa del progetto.
Obiettivo: materiale informativo per le donne in difficoltà
In sinergia con le Linee guida nazionali (DPCM 24/11/2017), il prodotto finale del percorso consiste nella realizzazione di poster e biglietti informativi da distribuire nella sala triage, strumenti concreti per promuovere la consapevolezza sul fenomeno e facilitare la richiesta di aiuto da parte delle donne che accedono al Pronto Soccorso.
Il 10 marzo è prevista la giornata conclusiva presso l'IISS “A.Volta”, durante la quale gli allievi presenteranno i propri elaborati: il materiale selezionato sarà stampato donato all’azienda ospedaliera allocandolo presso il Pronto Soccorso di Villa Sofia e del Cervello.
Un modello di collaborazione istituzionale
L'iniziativa rappresenta un esempio concreto di sinergia tra scuola e sanità, capace di coniugare formazione professionale, orientamento e impegno civile. Gli studenti non solo hanno acquisito competenze trasversali spendibili nel mondo del lavoro, ma hanno contribuito attivamente a un progetto di utilità sociale, portando la propria creatività al servizio di una causa di grande valore.
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