A “Intrecci Narrativi 2026” arriva “Sogni di zenzero”: Lidia Tilotta e Mareme Cisse raccontano una storia di viaggio, cucina e riscatto

Un racconto di viaggio, integrazione e riscatto approda nella rassegna dell’Associazione per l’Arte. Al centro dell’incontro, una storia intensa che unisce Senegal e Sicilia attraverso la memoria, l’identità e il linguaggio universale della cucina.
Prosegue il cartellone primaverile di “Intrecci Narrativi – Libri, Musica e Degustazioni”, la rassegna organizzata dall’Associazione per l’Arte che anche per l’edizione 2026 intreccia letteratura, musica dal vivo e valorizzazione delle eccellenze del territorio.
Il secondo appuntamento della rassegna, in programma venerdì 17 aprile, vedrà protagoniste Lidia Tilotta e Mareme Cisse, autrici del volume Sogni di zenzero pubblicato da Slow Food Editore. Un libro che è insieme racconto autobiografico, testimonianza civile e viaggio umano, capace di fondere memoria e speranza in una narrazione che attraversa luoghi, culture e vissuti personali.
Dopo l’apertura affidata ad Antonella Lattanzi, “Intrecci Narrativi 2026” continua così il suo percorso con un incontro di grande intensità emotiva e sociale, perfettamente in linea con la vocazione della rassegna: offrire al pubblico occasioni di confronto autentico attorno ai libri e alle storie che sanno interrogare il presente.
Un libro che racconta integrazione, identità e rinascita
In Sogni di zenzero, la giornalista Rai Lidia Tilotta raccoglie e restituisce la storia di Mareme Cisse, donna senegalese oggi profondamente legata alla Sicilia, in un racconto che mette al centro la forza della determinazione, il coraggio del cambiamento e il valore dell’incontro tra mondi diversi.
Il libro si muove tra autobiografia e dialogo, restituendo al lettore un’esperienza narrativa intensa e coinvolgente, in cui la cucina diventa molto più di uno spazio domestico o professionale: si trasforma in luogo simbolico di accoglienza, costruzione di sé, condivisione e riscatto. Tra ricordi, sapori, tradizioni e prove affrontate, prende forma una vicenda personale che parla a tutti, perché capace di toccare temi universali come l’appartenenza, la dignità, il lavoro, la maternità e la libertà.
Il viaggio di Mareme parte dal Senegal e approda in Sicilia, attraversando esperienze di vita che trovano nel cibo un linguaggio comune, uno strumento di relazione e una forma concreta di integrazione. In questa prospettiva, Sogni di zenzero diventa anche un racconto sulle “cucine migranti”, sugli intrecci culturali che generano nuove identità e sulla possibilità di riconoscersi reciprocamente nelle differenze.
La voce dell’altra, il racconto di un incontro
Uno degli aspetti più significativi del libro è proprio il rapporto che si costruisce tra le due autrici. Lidia Tilotta, da sempre attenta al racconto delle storie degli altri, sceglie qui una postura narrativa partecipe e consapevole, mettendosi in ascolto di una donna la cui esperienza personale diventa specchio di questioni più ampie e contemporanee.
Nel dialogo tra Tilotta e Cisse emergono con chiarezza i temi dell’incontro tra culture, della conoscenza reciproca e della necessità di superare stereotipi, semplificazioni e distanze. Il risultato è una narrazione viva, empatica e profondamente umana, che restituisce voce e complessità a un percorso di vita segnato da sacrifici, energia e desiderio di affermazione.
Intrecci Narrativi: libri, musica e territorio
Anche questo appuntamento si inserisce pienamente nello spirito di “Intrecci Narrativi”, la rassegna ideata per creare un dialogo multisensoriale tra la parola scritta, le note e i sapori del territorio.
Sotto la direzione artistica di Vito Lanzarone e la direzione organizzativa di Giuseppe Messana, il progetto conferma anche quest’anno la propria identità culturale, capace di unire la qualità della proposta letteraria alla valorizzazione delle risorse locali e alla costruzione di occasioni di partecipazione condivisa.
Fedele al format originale della rassegna, anche questo incontro sarà arricchito da interventi musicali dal vivo e da una degustazione curata dalla cantina Adamo Bio, realtà che nasce da una storia familiare profondamente radicata nella terra siciliana, tra tradizione agricola, visione biologica e amore per il territorio. Con la coltivazione di uve autoctone in regime biologico certificato e una produzione che comprende vini, vermouth e liquori, Adamo Bio racconta l’essenza autentica dell’isola, custodendo nel proprio baglio storico metodi antichi e innovazione sostenibile. Una presenza perfettamente in sintonia con lo spirito della rassegna, che valorizza le eccellenze locali e propone al pubblico un’esperienza culturale capace di coinvolgere mente, ascolto e gusto.
Collaborazioni istituzionali
L’iniziativa è realizzata dall’Associazione per l’Arte con il contributo dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, e si avvale della collaborazione del Comune di Alcamo, della Libreria Feltrinelli di Palermo, della Libreria del Corso di Trapani e dell’Istituto G. Ferro di Alcamo.
Da quest’anno, inoltre, la rassegna entra a far parte della Rete dei Festival Letterari del Trapanese e di BiblioTP – Rete delle Biblioteche della Provincia di Trapani, consolidando il proprio rapporto con il sistema culturale del territorio.
Biografie delle autrici
Lidia Tilotta
Giornalista Rai, da anni impegnata nel racconto della realtà contemporanea attraverso storie di forte impatto umano e sociale, Lidia Tilotta ha costruito il proprio percorso professionale attorno all’ascolto, all’approfondimento e alla restituzione narrativa delle vite degli altri. In Sogni di zenzero mette la propria voce e la propria sensibilità al servizio di una storia di incontro e trasformazione, cucita con rigore giornalistico e partecipazione autentica.
Mareme Cisse
Originaria del Senegal, Mareme Cisse è protagonista di una vicenda personale che intreccia migrazione, lavoro, famiglia, identità e desiderio di riscatto. Attraverso la cucina — luogo simbolico e concreto della sua esperienza — ha trasformato il proprio percorso in una storia di forza e rinascita. In Sogni di zenzero affida la propria voce a un racconto che diventa testimonianza viva di integrazione e speranza.

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