Venerdì 17 aprile a Viterbo avrà luogo il giuramento del 28° Corso Marescialli dell’ Esercito. Su 135 Allievi, dodici sono i siciliani. Abbiamo raccolto le motivazioni di due ragazzi e le esperienze di questa loro scelta.
L’allievo maresciallo Manfredi Zarbo è nato ad Agrigento il 12 maggio 2007. I genitori sono un insegnante di scuola superiore e mamma guida turistica e ha due fratelli. Diplomato al liceo classico presso la Scuola Militare Teuliè è uno sportivo con una predilezione per l’atletica leggera.
Per entrare nella prestigiosa Scuola ha superato un concorso pubblico che prevede prove scritte, accertamenti fisici e test psico-attitudinali.Costanza e organizzazione per poter prepararsi al Concorso ha raccontato il diciottenne.
"La difficoltà maggiore per me è stata gestire l’ansia durante le prove scritte e mantenere la concentrazione sotto pressione. Anche le prove fisiche hanno richiesto una preparazione continua e impegnativa. Ho superato queste difficoltà organizzando lo studio con metodo e allenandomi con impegno".
Per entrare nella prestigiosa Scuola ha superato un concorso pubblico che prevede prove scritte, accertamenti fisici e test psico-attitudinali.Costanza e organizzazione per poter prepararsi al Concorso ha raccontato il diciottenne.
"La difficoltà maggiore per me è stata gestire l’ansia durante le prove scritte e mantenere la concentrazione sotto pressione. Anche le prove fisiche hanno richiesto una preparazione continua e impegnativa. Ho superato queste difficoltà organizzando lo studio con metodo e allenandomi con impegno".
| Allievo Maresciallo Manfredi Zarbo |
L'allievo agrigentino non ha dubbi nel descrivere le qualità che animano e che deve possedere un giovane che sceglie di frequentare il Corso Marescialli dell’ Esercito. Disciplina, spirito di sacrificio e capacità di adattamento. Ha poi evidenziato come sia importante lavorare in squadra. Unito sicuramente a molta determinazione poichè i ritmi sono intensi. Tutte qualità che vanno unite ad uno spirito di accettazione delle difficoltà dove la motivazione e il senso del dovere devono essere molto forti.Tra i tanti percorsi post diploma proposti, ci ha racconatto come è venuto a a conoscenza del Corso e cosa lo ha spinto ad arruolarsi."Tramite una semplice ricerca online. Più mi documentavo, più mi rendevo conto che fosse un percorso in linea con le mie aspirazioni.
Desideravo mettermi alla prova e di intraprendere un percorso di crescita personale. Ho sempre avuto interesse per il mondo militare e per i valori che rappresenta. L’idea di servire il Paese e di far parte di qualcosa di più grande mi ha motivato molto.”
Sicuramente in un percorso così lungo non saranno mancati i momenti difficili e spesso, come accadono anche in altri percorsi di stud,i il periodo di ambientamento ( soprattutto quando si sta lontano tanti chilometri da casa) è complesso. Lo ha confidato il giovane allievo, che ha vissuto dei momenti di sconforto iniziale e di stanchezza ma ha affermato senza alcun dubbio come sia stato fondamentale non solo concentrarsi sugli obiettivi, ma anche la forza trasmessa dai colleghi. Un sostegno reciproco tra questi ragazzi che è stato fondamentale per andare avanti in vista della formazione e degli obiettivi finali. Un binomio, formazione (comprensive di lezioni universitarie) e della parte dell'addestramento che è fondamentale per uscire pronti a indossare l'uniforme dell'Esercito e a ricoprire ruoli fondamentali per garantire la sicurezza del Paese e delle comunità. Parte integrante della giornata è l'addestramento. Il giovane ci racconta come sia quello sul campo ad appassionarlo. Attraverso esso riesce a mettere alla prova le capacità acquisite e dove gioca sempre un importante ruolo anche il lavoro di squadra.
All'interno del corso si svolgono lezioni teoriche e anche attività pratiche e militari. Tutti ingredienti che hanno portato il giovane a maturare, ad imparare a gestire il proprio tempo . Un'esperienza formativa e di vita che lo hanno cambiato come ha raccontato: " Frquentarlo mi ha aiutato a sviluppare una maggiore autonomia e sicurezza in me stesso. Ho acquisito una mentalità più disciplinata e orientata agli obiettivi. Ho anche imparato il valore del lavoro di squadra".
Manca davvero poco al fatidico giuramento un momento tanto atteso, che porta sempre con se tante emozioni. "Da una parte c’è l’orgoglio per il percorso fatto fino ad ora. Dall’altra sento anche una certa tensione, perché è un momento solenne e importante. Penso ai sacrifici fatti e a quelli che verranno. C’è anche tanta emozione all’idea di condividere questo momento con i miei familiari.”
| Allievo Maresciallo Mauro Drago |
C'è tanta determinazione, voglia di mettersi in gioco, ci sono storie di ragazzi partiti da lontano, questa volta siamo a Siracusa. Mauro Drago é allievo del 28° corso “Impeto” della Scuola Sottufficiali dell’Esercito. Diplomato nel 2025 al liceo scientifico "Luigi Enaudi" prima di arruolarsi coadiuvava i genitori nella gestione di una casa vacanze. La voglia di diventare un comandante di plotone ha preso il sopravvento. Grazie alle pagine social dell’Esercito e tramite gli avvisi dal portale ufficiale della Difesa è venuto a conoscenza della Scuola. Così senza esitazione ha partecipato al Concorso con la consapevolezza che occorresse insieme alla motivazione anche preparazione culturale e fisica.Tra le qualità che un allievo deve possedere per vivere al meglio queste esperienze di vita sottolinea: “Occorre saper ascoltare ed essere ricettivi, in modo da apprendere il più velocemente possibile e sapersi adattare facilmente alle varie situazioni. È fondamentale avere una buona preparazione fisica e un buon metodo di studio. “ E a proposito di impegno all'interno della Scuola, la parte pratica e dell'addestramento riveste sempre un ruolo molto interessante per l'alunno chiamato a misurarsi.
Riguardo il momento più emozionate vissuto sin ora il giovane siracusano non ha dubbi: “La cerimonia della consegna dello spadino, perché è stata la nostra prima cerimonia e sanciva ufficialmente il gemellaggio con il corso anziano.”
Momenti speciali ricchi di significato che si andranno ad unire al momento del giuramento quando si entra a far parte ufficialmente della "grande famiglia" dell'Esercito. Un onore e un orgoglio che prova appieno anche il diciannovenne.
Se fosse chiamato a consigliare questo percorso a un coetaneo rispoderebbe: "E' la cosa migliore da fare, per il suo futuro e per una soddisfazione personale".
Due anni intensi, fatti di formazione, addestramento, ma anche di soddisfazione per i i traguardi raggiunti singolarmente e in squadra. Sono ragazzi entusiasti del loro percorso e motivati, pronti dopo il giuramento a mettere la propria professionalità a servizio dell'Italia orgogliosi del percorso fatto.
Riguardo il momento più emozionate vissuto sin ora il giovane siracusano non ha dubbi: “La cerimonia della consegna dello spadino, perché è stata la nostra prima cerimonia e sanciva ufficialmente il gemellaggio con il corso anziano.”
Momenti speciali ricchi di significato che si andranno ad unire al momento del giuramento quando si entra a far parte ufficialmente della "grande famiglia" dell'Esercito. Un onore e un orgoglio che prova appieno anche il diciannovenne.
Se fosse chiamato a consigliare questo percorso a un coetaneo rispoderebbe: "E' la cosa migliore da fare, per il suo futuro e per una soddisfazione personale".
Due anni intensi, fatti di formazione, addestramento, ma anche di soddisfazione per i i traguardi raggiunti singolarmente e in squadra. Sono ragazzi entusiasti del loro percorso e motivati, pronti dopo il giuramento a mettere la propria professionalità a servizio dell'Italia orgogliosi del percorso fatto.
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