“Dobbiamo considerare la cannabis come un vero e proprio farmaco – ha spiegato la dottoressa Alongi -. Non si tratta ovviamente della panacea di tutti i mali ma non va neanche condannata. Si tratta di una preparazione galenica che viene fatta dalle farmacie deputate a questo. L’utilizzo di questi principi attivi può dare un beneficio notevole nel trattamento del dolore cronico severo soprattutto di quel tipo di dolore che non risponde alle terapie convenzionali. Si è visto che il trattamento con la cannabis terapeutica può dare un beneficio nell'ambito anche di altri aspetti, importanti nel paziente con dolore cronico come l'umore o i disturbi del sonno o la mancanza di concentrazione. I pazienti possono effettuare più agevolmente le semplici attività quotidiane. Questo trattamento non può essere esteso, però, a tutti i pazienti. Vanno selezionati e vanno fatte delle terapie personalizzate. Si inizia con piccole dosi per poi aumentarle sino ad ottenere la dose minima efficace ovvero il minimo dosaggio per avere dei benefici cercando di ridurre il più possibile gli effetti collaterali”.
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La cannabis nel dolore cronico al Palermo Chest &Allergy Forum, Alongi: “Benefici notevoli quando le terapie convenzionali non rispondono”
All’interno del convegno Palermo Chest &Allergy Forum, anche quest’anno, l’Angolo dell'intruso. In questa edizione il focus è stato sull'utilizzo della cannabis nel dolore cronico e le sue eventuali reazioni allergiche nei pazienti. A spiegarlo è la dottoressa Antonietta Alongi, responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Terapia del Dolore al Policlinico di Palermo.
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