Una situazione che genera un paradosso: “Proprio dove i cittadini sono più penalizzati - spiegano i deputati - lo Stato incassa di più. L’IVA applicata sul prezzo finale si trasforma in una ‘tassa sulla distanza’. Per ogni litro acquistato nelle isole minori si pagano circa 13 centesimi in più di IVA rispetto alla terraferma: un pieno da 50 litri costa oltre 6 euro in più solo di imposta”.
Da qui la proposta di istituire la “Carta Carburante Isole Minori”, uno strumento basato sulla Carta Regionale dei Servizi che consenta ai residenti uno sconto di 33 centesimi al litro. “Di questi, 13 centesimi rappresentano la restituzione del surplus IVA, mentre 20 centesimi sono un indennizzo per la condizione di svantaggio riconosciuta dalla normativa sui piccoli Comuni”.
Previsto anche un confronto con il Governo nazionale: “Chiediamo alla Regione di avviare un’interlocuzione con il Ministero dell’Economia affinché il meccanismo diventi un credito d’imposta per i gestori, garantendo lo sconto immediato alla pompa senza gravare sulla filiera”.
“La nostra - concludono - è una battaglia di equità. L’insularità non può diventare una condanna economica. Come recitano Costituzione e Statuto siciliano è compito delle istituzioni rimuovere gli svantaggi e garantire pari diritti ai cittadini delle isole minori”.

Nessun commento:
Posta un commento