Accogliendo questo appello, Retake Palermo ha deciso di intervenire direttamente per restituire dignità a un luogo simbolo della memoria cittadina.«È intollerabile che luoghi che rappresentano la memoria civile di Palermo vengano abbandonati al degrado e all'inciviltà – dichiara Marco D'Amico, referente di Retake Palermo –. Coprire con manifesti abusivi la targa che ricorda il luogo dove nacque Giovanni Falcone significa offendere una parte fondamentale della storia della nostra città e del nostro Paese. Abbiamo ritenuto doveroso intervenire perché la memoria va rispettata e tutelata ogni giorno, non soltanto nelle ricorrenze. Luoghi come questo meritano attenzione, cura e vigilanza costante da parte di tutti».
L'associazione sottolinea inoltre come il fenomeno delle affissioni abusive continui a rappresentare una problematica diffusa in città.
«Gli autori di queste affissioni restano formalmente ignoti, ma riteniamo che non dovrebbe essere particolarmente difficile individuarli, qualora vi fosse la volontà di farlo. Chi organizza eventi o iniziative ha il dovere di rispettare la città, i suoi monumenti e i suoi luoghi simbolo. La promozione di qualsiasi attività non può trasformarsi in una giustificazione per deturpare beni pubblici e luoghi che appartengono alla memoria collettiva». Retake Palermo coglie inoltre l'occasione per rivolgere un appello al Comune di Palermo e al sindaco Roberto Lagalla affinché venga programmata la sostituzione della targa, oggi fortemente usurata dal tempo e ormai difficilmente leggibile. «Restituire visibilità e dignità a questa targa sarebbe un segnale importante – aggiunge D'Amico –. Chiediamo all'amministrazione comunale di intervenire affinché un luogo così significativo possa essere valorizzato e preservato nel rispetto della sua importanza storica e civile. Prendersi cura della memoria significa anche prendersi cura dei luoghi che la custodiscono». Con questo intervento Retake Palermo rinnova il proprio impegno per la tutela dei beni comuni e dei luoghi della memoria, nella convinzione che la cura degli spazi pubblici sia anche uno strumento per difendere la legalità e l'identità collettiva della comunità.



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