Il bilancio è di sei persone arrestate dalla squadra mobile, due dal nucleo investigativo dei carabinieri. Le indagini fanno luce sui colpi esplosi in via Don Minzoni nella zona di via Imperatore Federico e l'agguato di via Montalbo. In particolare gli investigatori della Squadra mobile della questura di Palermo su ordine della Dda di Palermo hanno eseguito quattro fermi di indiziato di delitto per i reati di tentata estorsione e tentato omicidio, aggravati dal metodo mafioso, legati a una violenta scia di ritorsioni avvenuta a Palermo tra aprile e maggio. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, due dei fermati, col volto coperto, hanno esploso raffiche di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. Come immediata ritorsione, nel pomeriggio del 30 aprile scorso, i familiari della vittima dell’estorsione hanno organizzato un agguato armato, in via Montalbo, per uccidere uno degli aggressori della notte precedente. Gli altri due fermati, a bordo di due scooter, hanno fatto da autisti per accompagnare i due tiratori già precedentemente arrestati per lo stesso accaduto.Inoltre i poliziotti del commissariato Palermo San Lorenzo hanno invece eseguito il fermo di due giovani, gravemente indiziati del reato di furto pluriaggravato di autovettura. Gli accertamenti investigativi avrebbero permesso di attribuire ai due indagati, il furto di un’auto - avvenuto il 12 marzo all’interno del parcheggio di un centro commerciale del capoluogo poi utilizzata, nella notte del 28 marzo, da altri (in corso di identificazione), per compiere un grave attentato incendiario ai danni dell’autolavaggio, annesso a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.
Invece carabinieri del comando provinciale hanno poi eseguito il fermo di due giovani accusati di tentata estorsione, aggravata dall’utilizzo del metodo mafioso, ai danni di locali ubicati nel comune di Isola delle Femmine, posizionando, davanti alle saracinesche di otto attività commerciali, altrettante bottiglie contenenti liquido infiammabile, accompagnate da un foglio di carta con una richiesta perentoria di 5 mila euro.

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