Emergenza salute in carcere, serve più personale e servizi a tutela di medici e detenuti - Il confronto stamattina tra Ordine, Asp Palermo e rappresentanti della sanità penitenziaria

Palermo, 13 luglio 2026 – Carenza di medici e altri operatori sanitari, sovraccarico dei professionisti e difficoltà nell’assicurare cure adeguate alle persone detenute negli istituti penitenziari siciliani, in particolare a Palermo. Sono le principali criticità affrontate stamattina a Villa Magnisi durante l’incontro tra il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Palermo Alberto Firenze, il segretario provinciale della Federazione italiana dei medici di medicina generale Fimmg Luigi Galvano, il coordinatore regionale della rete di medicina penitenziaria Fabrizio Scalici, responsabile dell’area sanitaria della Casa circondariale Pagliarelli, e Gaetano Anello, direttore sanitario del carcere Ucciardone. “La medicina penitenziaria opera in un contesto complesso, nel quale devono collaborare personale sanitario, polizia penitenziaria e amministrazione degli istituti – hanno spiegato Scalici e Anello –.
Gli organici insufficienti ostacolano la continuità delle cure e aggravano notevolmente il lavoro quotidiano. Servono formazione comune, protocolli chiari e una maggiore integrazione tra competenze mediche, infermieristiche, psicologiche e psichiatriche. Altrettanto rilevanti sono l’igiene ambientale, la ventilazione e la climatizzazione, requisiti indispensabili per proteggere la salute all’interno di strutture chiuse e ad alta densità”. L’Ordine ha richiamato l’urgenza di affrontare lo stato di emergenza nelle carceri, in cui criticità strutturali e organizzative incidono sulla qualità dei servizi, sull’incolumità degli operatori e sulle condizioni dei detenuti. “Il diritto alla salute dei detenuti e la tutela dei medici, degli infermieri, degli psicologi, degli psichiatri e di tutti gli operatori non sono interessi contrapposti – ha detto Amato –. Senza personale sufficiente, ambienti salubri e strumenti necessari non è possibile offrire prestazioni efficaci e sicure. Questa situazione espone i professionisti a pressioni eccessive e indebolisce l’intero sistema”. “L’Asp di Palermo è impegnata a potenziare i servizi sanitari nelle carceri – ha sottolineato Firenze – attraverso un percorso graduale che tenga insieme reclutamento, organizzazione, dotazioni e sicurezza”. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di proseguire il confronto e individuare soluzioni operative in tempi rapidi.

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