di Ambra Drago
Quarantasei anni fa la mafia uccideva il procuratore di Palermo Gaetano Costa. Il suo lavoro silenzioso e coraggioso portò a istruire il processo Spatola e alla firma di ben 55 condanne. Un impegno che pagò con la vita nell' estate del 1980. Questo omicidio tutt'oggi è senza una verità. "Una ricerca che dev'essere incessante come indicato nel.comunicayo diramato dalla Fondazione Costa:" La rinuncia a questo diritto determinerebbe una intollerabile forma di impunità.
L’omicidio del Procuratore Capo Gaetano Costa non è un semplice delitto di mafia ma il frutto della convergenza di interessi spesso indicibili.In quegli anni, macchiati dal sangue dei servitori dello Stato e di vittime innocenti, Le istituzioni e la gente comune ritenevano che la mafia non esistesse o che si ammazzavano“tra di loro”.Rifiutando la mistificazione della narrazione ufficiale, tutti gli Enti e le Istituzioni devono unirsi per difendere una delle radici più profonde della democrazia: la ricerca della giustizia". Una corona di alloro è stata deposta alla presenza dei nipoti del Procuratore, dell'assessore regionale al Bilancio Dagnino e dell'onorevole nonchè deputato questore Vincenzo Fiducia. Presente la Presidente della Fondazione Costa l'avvocato Sergio Russo e le autorità civili e militari della città.
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