Brass at Spasimo Musiche del Nostro Tempo: “LA CANZONE DI GOFFREDO” Franco Maresco ed Emiliano Morreale ricordano Goffredo Fofi

Franco Maresco e la Fondazione OJS – The Brass Group insieme con la rassegna “Io e il Jazz” per “Brass at Spasimo Musiche del Nostro Tempo”.
“LA CANZONE DI GOFFREDO”
Franco Maresco ed Emiliano Morreale ricordano Goffredo Fofi
Tra utopia, battaglie civili e jazz
25 agosto ore 21.30 Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo
Un evento speciale che sigilla l’importanza del jazz nel mondo culturale. Palermo 24 agosto 2026. La Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group celebra una serata di straordinaria intensità culturale e musicale: il prossimo 25 agosto alle ore 21.30, presso il Complesso Santa Maria dello Spasimo, andrà in scena per la seconda edizione della rassegna “Io e il Jazz”, un appuntamento dal titolo evocativo: “La Canzone di Goffredo”, Franco Maresco ed Emiliano Morreale ricordano Goffredo Fofi.
Dopo il grande successo della prima edizione — caratterizzata da continui sold out e da un entusiasmo crescente da parte del pubblico — la rassegna torna con rinnovata forza, sotto la direzione artistica di Franco Maresco, e con la Fondazione OJS – The Brass Group ancora una volta protagonista nella valorizzazione del jazz come autentico patrimonio dell’umanità.
C’è un modo per ricordare Goffredo Fofi che forse gli sarebbe stato particolarmente congeniale: non celebrarlo, ma raccontarlo. Ripercorrerne la vita, le battaglie, le passioni, gli incontri e le persone che ha sostenuto. E farlo attraverso quelle forme di cultura – il cinema, la letteratura, la musica, la canzone popolare – che per tutta la vita ha attraversato con curiosità, rigore e spirito profondamente critico. Nasce da questa esigenza “La Canzone di Goffredo”. A poco più di un anno dalla scomparsa di Fofi, avvenuta l'11 luglio 2025, Franco Maresco ed Emiliano Morreale ne ripercorreranno la straordinaria vicenda umana e intellettuale attraverso un racconto accompagnato dalla musica. Una biografia in movimento, nella quale la parola e la musica procederanno insieme, seguendo il filo di una vita spesa dalla parte degli ultimi, degli esclusi, degli artisti e degli intellettuali capaci di mettere in discussione il proprio tempo.
A diciotto anni Palermo, la prima università della vita
Il racconto partirà da Palermo. O, meglio, da un giovanissimo Goffredo Fofi che, appena diciottenne, lascia Gubbio e arriva in Sicilia al seguito di Danilo Dolci, uno dei più importanti attivisti pacifisti del Novecento. Sono gli anni di Partinico, Trappeto e Palermo. Fofi entra in contatto con una realtà sociale durissima e al Cortile Cascino, una delle zone più degradate della Palermo dell'epoca, sceglie di vivere in una baracca e di occuparsi dei bambini, insegnando loro e prendendosene cura. È un'esperienza fondativa, quella che trasforma Palermo nella sua “università”, come Fofi stesso amava definirla: non un'università accademica, ma una scuola di vita. Un luogo nel quale imparare a conoscere la realtà attraverso il contatto diretto con gli ultimi.
“Palermo è stata la sua “università”, nel senso della vita, insieme a Torino”, racconta Franco Maresco. “Fofi arrivò qui a diciotto anni, al seguito di Danilo Dolci. Passò da Partinico e Trappeto e poi arrivò al Cortile Cascino, dove si stabilì in una baracca e si prese cura dei bambini. È una cosa oggi quasi impossibile da immaginare, ma questa è stata una parte fondamentale della sua storia”. Quel rapporto con Palermo non sarebbe mai venuto meno. Anche negli anni successivi Fofi continuò a guardare alla città e alla Sicilia con un'attenzione particolare, sostenendo scrittori, gruppi teatrali, registi e artisti.
Fu proprio Franco Maresco, nove anni fa, in occasione degli ottant'anni di Fofi, a promuovere il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo, riconoscimento che intendeva sancire il debito della città nei confronti di quell'intellettuale che, fin da giovanissimo, aveva scelto di mettersi dalla parte di chi non aveva voce.
Un intellettuale dentro la storia italiana
Da quella prima esperienza siciliana prende forma una vicenda intellettuale destinata ad attraversare alcuni dei passaggi più importanti della cultura italiana del Novecento. Fofi è tra i protagonisti di una stagione nella quale la cultura non è separata dalla società e dalla politica. Attraverso riviste come “I Quaderni Piacentini”, “Ombre Rosse”, “Linea d'ombra”, “Lo Straniero” e, più tardi, “Gli Asini”, diventa un animatore instancabile del dibattito culturale italiano. A Goffredo si deve la prima e più autorevole riscoperta critica di Totò in Italia. Nel 1977 pubblica per Feltrinelli il fondamentale “Totò. L'uomo e la maschera”, firmato con Franca Faldini, l'ultima moglie del grande comico napoletano. Sono gli anni del boom economico, del consumismo, delle disuguaglianze, di un Paese nel quale la crescita convive con l'emarginazione. Fofi osserva quel cambiamento da una posizione sempre indipendente e polemica, mettendo al centro gli esclusi e interrogandosi sul ruolo della cultura nella società. Il suo non è però soltanto il lavoro di un critico. È quello di un attivista culturale, di un uomo che incontra persone, individua talenti, li sostiene e prova a costruire intorno a loro occasioni di crescita.
“Goffredo si è sempre preso cura delle persone”, ricorda Maresco. “Degli “ignoranti”, come li chiamava lui, ma anche degli artisti, degli scrittori, dei registi. Aveva questa capacità straordinaria di individuare le persone e di sostenerle”. Un'attitudine che porterà Fofi anche a Napoli, dove sarà tra i promotori della Mensa dei bambini, proseguendo quell'idea di impegno concreto che aveva caratterizzato i suoi anni siciliani.
Il Maestro di Maresco
Dentro questa lunga storia si inserisce anche il rapporto personale con Franco Maresco. Per il regista palermitano Fofi è stato innanzitutto un maestro incontrato quando era giovane, poi una guida, un amico e un vero sostenitore del suo lavoro, prima durante la stagione realizzata insieme a Daniele Ciprì e successivamente nel percorso solitario di Maresco. “Goffredo è stato per me un maestro quando ero giovane, un punto di guida e poi un fratello, un amico e un grande sostenitore del mio lavoro”, aggiunge Maresco. “Prima quando ero in coppia con Ciprì e poi quando ho iniziato il mio percorso solitario. Per questo ho sentito il bisogno di ricordarlo ripercorrendo la sua storia, tirando un filo che fosse fatto di musica”.
Accanto a Maresco ci sarà Emiliano Morreale, saggista, giornalista, critico cinematografico e docente universitario, che ha conosciuto Fofi da giovane, diventandone successivamente uno dei più stretti collaboratori nelle sue ultime riviste. Morreale ha inoltre curato nel 2024, quando Fofi era ancora in vita, “Sono nato scemo e morirò cretino”, antologia pubblicata da Minimum Fax che raccoglie scritti di Fofi dal 1956 al 2024: quasi settant'anni di interventi sulla società, sul cinema, sulla letteratura e sulla cultura italiana.
La musica come filo della memoria
E proprio la musica sarà il filo che accompagnerà il racconto. Perché Fofi non è stato soltanto un grande conoscitore di cinema e letteratura. Era anche un appassionato e profondo conoscitore della musica e della canzone, soprattutto di quella popolare. La serata seguirà idealmente una cronologia, attraversando le musiche che hanno accompagnato la sua vita e il suo immaginario. Dal tango di Carlos Gardel, legato al mito del Sudamerica della sua giovinezza, al grande repertorio americano di Cole Porter e Rodgers & Hart; dalle musiche che accompagnarono la rinascita del dopoguerra, come “Tico-Tico”, alla musica di Glenn Miller, fino alla canzone italiana e all'arrivo del primo Adriano Celentano, particolarmente amato da Fofi. E poi la canzone napoletana, altro grande amore di Fofi, attraverso la figura dell'amico Sergio Bruni, straordinario interprete al quale sarà dedicato un omaggio. “Fofi era un appassionato e un conoscitore di musica e di canzoni in particolare”, spiega Maresco. “Per questo la sua biografia sarà scandita dalla musica. Ci saranno Gardel, il tango, le canzoni americane, Cole Porter, Rodgers e Hart, Glenn Miller, le musiche della rinascita del dopoguerra, Celentano e soprattutto la canzone napoletana, che amava moltissimo e che legava anche alla figura del suo grande amico Sergio Bruni”. La presenza della fisarmonica di Roberto Gervasi aggiungerà al progetto una nuova dimensione sonora, particolarmente adatta a evocare la componente popolare della musica tanto cara a Fofi. Sul palco, insieme a Gervasi, ci saranno Salvatore Bonafede al pianoforte, Vito Giordano alla tromba, Nicola Giammarinaro al clarinetto e il performer Ernesto Tomasini.
La memoria come atto civile
“La Canzone di Goffredo” non sarà dunque una semplice commemorazione. Sarà il tentativo di riportare al presente una figura che ha attraversato quasi settant'anni della cultura italiana senza mai smettere di interrogare il proprio tempo. Un racconto fatto di utopie, battaglie civili, cinema, letteratura, persone, canzoni e jazz, nel quale la musica diventa una chiave per riaprire la memoria di un mondo che Fofi aveva conosciuto, attraversato e osservato fino al suo progressivo tramonto. “Vorrei ricordare Goffredo srotolando la sua pazzesca, incredibile, meravigliosa storia, tirando un filo che è fatto di musica», conclude Franco Maresco. «Una sorta di racconto biografico ritmato da queste evocazioni musicali e anche dalla nostalgia per un mondo che Goffredo aveva visto e attraversato, di cui era stato protagonista e del quale aveva poi assistito, con una certa disperazione, al tramonto”.
Per il Presidente della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, Maestro Ignazio Garsia, l'appuntamento rappresenta pienamente la vocazione della rassegna: “La Rassegna - Jazz at Spasimo, Musiche del nostro tempo - nasce dall'idea che la musica possa dialogare con la memoria, con il cinema, con la letteratura e con la storia civile del nostro Paese. “La Canzone di Goffredo” rappresenta perfettamente questa visione. Ricordare Fofi attraverso Franco Maresco, Emiliano Morreale e un ensemble di straordinari musicisti significa restituire al pubblico non soltanto il ritratto di un grande intellettuale, ma soprattutto il senso di una cultura intesa come responsabilità, ascolto e partecipazione. È un appuntamento che unisce la forza della parola a quella della musica e che rinnova il nostro impegno nel proporre a Palermo un jazz capace di confrontarsi con la contemporaneità e con la memoria».
“La Canzone di Goffredo” diventa così un viaggio nella storia di un uomo che ha fatto della cultura uno strumento di conoscenza e di intervento nella realtà: da quel ragazzo arrivato a Palermo a diciotto anni fino al grande intellettuale che, per decenni, ha continuato a cercare persone, idee e linguaggi capaci di raccontare un'Italia diversa. E che, come ricorda Maresco, non ha mai smesso di prendersi cura degli altri.
SCHEDA DELL'APPUNTAMENTO
Titolo: La Canzone di Goffredo
Sottotitolo: Franco Maresco ed Emiliano Morreale ricordano Goffredo Fofi. Tra utopia, battaglie civili e jazz
Rassegna: Jazz at Spasimo – Musiche del nostro tempo
Percorso: Io e il Jazz
Direzione artistica: Franco Maresco
Produzione: Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group
Con:
Franco Maresco
Emiliano Morreale
Musicisti:
Salvatore Bonafede – pianoforte
Vito Giordano – tromba
Nicola Giammarinaro – clarinetto
Roberto Gervasi – fisarmonica
Ernesto Tomasini – performer
Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 - 334.7391972

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