Quantum computing: l’Università degli Studi di Palermo protagonista di una ricerca pubblicata su Nature Communications

L’articolo scientifico "Programmable microwave cluster states via Josephson metamaterials” realizzato in collaborazione tra l'Università degli Studi di Palermo, l'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) e il Politecnico di Torino, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Communications. Tra gli autori vi sono la prof.ssa Patrizia Livreri, Ordinaria di Elettronica, e il dottorando Bernardo Galvano del Dipartimento di Ingegneria di UniPa, impegnati nello studio dei Josephson Traveling-Wave Parametric Amplifier (JTWPA) per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche del futuro. “La pubblicazione su Nature Communications conferma l'elevato livello della ricerca svolta e il ruolo di primo piano della collaborazione tra INRiM, Politecnico di Torino e Università degli Studi di Palermo nello sviluppo delle tecnologie quantistiche di nuova generazione, a riprova del valore della ricerca italiana nel settore delle tecnologie quantistiche – dichiara la prof.ssa Patrizia Livreri – Per il nostro gruppo dell'Università di Palermo è motivo di particolare soddisfazione aver contribuito a un progetto che affronta una delle sfide più ambiziose della ricerca contemporanea: lo sviluppo di nuove architetture hardware per il quantum computing.
La partecipazione a questa ricerca testimonia l'impegno del Dipartimento di Ingegneria nella formazione di giovani ricercatori altamente qualificati e nella costruzione di collaborazioni con centri di eccellenza come l'INRiM e il Politecnico di Torino. Siamo convinti che investire nella ricerca sulla quantistica oggi significhi contribuire alle tecnologie che avranno un impatto sulla società e sull'industria nei prossimi decenni”. La ricerca presenta un innovativo approccio per la generazione programmabile di stati quantistici a microonde utilizzando dispositivi superconduttori basati su giunzioni Josephson. I risultati dimostrano che questi dispositivi possono essere impiegati non solo come amplificatori a bassissimo rumore, ma anche come strumenti per generare e controllare stati quantistici complessi, una risorsa fondamentale per le future architetture di quantum computing. Lo studio rappresenta un importante passo avanti verso piattaforme quantistiche sempre più scalabili e riconfigurabili, compatibili con i circuiti superconduttori impiegati nei più avanzati computer quantistici.
Foto della prof.ssa Livreri in allegato

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