“Il calo del 4% delle vittime complessive in Italia è un dato positivo, ma non può diventare un alibi per abbassare la guardia. Nello stesso periodo le denunce di infortunio sono aumentate del 5,5%, mentre quelle per malattie professionali sono cresciute del 16,7%. E proprio nel Mezzogiorno e nelle Isole si registrano gli incrementi più consistenti delle denunce di infortunio. La sicurezza va affrontata prima che il lavoratore si faccia male, non dopo».
Per l’UGL Catania, è importante il lavoro avviato con l’Osservatorio provinciale per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, coordinato dalla Prefettura di Catania.
“Il confronto è necessario, - sottolinea Musumeci - ma ora deve produrre risultati concreti. A Catania abbiamo uno strumento che va rafforzato e utilizzato per intervenire sui rischi reali dei diversi settori produttivi”.
“Un’impresa efficiente è anche un’impresa che protegge chi ci lavora. Come UGL continueremo a chiedere controlli, prevenzione e responsabilità. L’Osservatorio è un punto di partenza, non un traguardo. Perché l’unico vero risultato che conta è che un lavoratore torni a casa alla fine della sua giornata”.
Per il sindacato, le priorità sono chiare: formazione seria e verificabile, controlli più frequenti, manutenzione delle attrezzature e reale coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Anche i Documenti di valutazione dei rischi devono essere costruiti sulle condizioni effettive in cui si lavora, non ridursi a un adempimento burocratico.
“Non basta consegnare un attestato di formazione. Bisogna verificare che il lavoratore sappia riconoscere i rischi e che l’organizzazione aziendale sia realmente sicura, macchinari compresi”.

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